L’orgoglio più grande
E vogliamo parlare della forte vocazione olivicola di questa terra, talmente generosa di prodotti da non credere, e del suo olio extravergine dalla pregiata cultivar Tonda Iblea che continua ad essere riconosciuto, con premi su premi, come un’eccellenza a livello internazionale? Un olio prezioso, con un suo costo, che Sebastiano ha scelto di utilizzare regolarmente in cucina.
La valorizzazione di questo prodotto “semplice” ma versatile nel suo utilizzo, che oltre che come condimento di cibo si fa pure cibo, apre veramente a un mondo di conoscenza, come se si aprisse un libro. Infatti quella stessa oliva, che a settembre è verde e viene principalmente destinata all’olio, a novembre assume una colorazione viola/nera (processo di invaiatura) e diventa, come si dice, da tavola e come ci raccontano i due fratelli, si è posizionata come prodotto di nicchia (e di immediato guadagno rispetto all’olio). Anche su questo Pippo e Sebastiano sono non solo fortissimi ma pure attrezzati. C’è un’altra visita veramente piacevole che Pippo propone ed è quella agli olivi secolari di una piana, quella di Sant’Andrea, baciato da un particolare microclima, dove è stato fondato il monastero dei Templari con la sua chiesa di Santa Croce divenuta poi di Sant’Andrea, nei cui pressi viene allestita una degustazione a mo’ di merenda, guidata da Pippo - organizzato con il suo cestino- sommelier AIS che pure aggiunge tocchi di colore, che il personaggio c’è tutto, con i suoi aneddoti. E poi la visita agli olivi secolari, autentici monumenti che si stagliano verso il cielo.
Ma quando uno accumula sapere cosa ne fa? (si potrebbe dire la stessa cosa di chi accumula soldi e li tiene per sé fino alla fine!)
“Voi mi dovete sfruttare! - così Pippo ammonisce sempre sua figlia, che è in attività con loro. - Quando passerà questa generazione tutte queste cose chi ve le trasferirà?”. E poi ci confida: “Ci sono momenti in cui vorrei fare ancora di più”. E lo hanno anche fatto, lui e suo fratello. Tra il 2016 e il 2018 hanno pubblicato due ricettari, “Le ricette dell’osteria ‘U Locale” e “Le ricette dell’osteria ‘U Locale. Tradizione e innovazione” (in italiano e inglese)... ricettari che sono trasferimento di conoscenza, di più, racconto.
Poi quell’idea nata nel 2019, con i piedi sotto il tavolo, durante una cena condivisa, insieme al fratello, con amici: l’acuto e rigoroso etnoantropologo Luigi Lombardo, che già abbiamo citato per il suo libro su una fetta di economia siciliana poco approfondita (“L’impresa della neve in Sicilia”), da qualche tempo molto orientato sullo studio delle culture mediterranee e Seby Scollo, allievo di Luca Bracali, fotografo e regista ed esploratore italiano, che lo spinge a interessarsi e a farsi portavoce , tramite la fotografia, della salvaguardia e tutela della Terra.
“Perché non allargare lo sguardo, oltre Buccheri – azzardano Pippo e Sebastiano - con un progetto storico cultuale di taglio gastronomico del sud-est Sicilia per far conoscere un territorio che, per lunghissima tradizione storica legata alla cultura del cibo e per la sua vasta varietà di prodotti di qualità che offre, genera una enogastronomia di spessore e carattere...”.