Perfetta, perché?
Una “brioche perfetta”, ma perché perfetta? Lo spiega il pastry chef Daniele Fiora: “In un prodotto si cercano essenzialmente tre caratteristiche: il gusto, la consistenza e la bellezza. Con questa ricetta abbiamo raggiunto tutti e tre gli obiettivi. Abbiamo ottenuto il gusto grazie a materie prime eccellenti, farine che garantiscono uno standard di resa ottimale, vaniglie di alto valore organolettico, burro di plasticità perfetta; la consistenza, di conseguenza, è risultata perfettamente friabile all’esterno e morbida internamente; e che dire della bellezza: abbiamo puntato su un aspetto unico e riconoscibile. Ed ecco la brioche perfetta con la quale abbiamo voluto trasmettere ai ragazzi non solo una ricetta ma un approccio: rigore tecnico, rispetto della materia prima e desiderio di superare i limiti della tradizione, un modo per esplorare nuove possibilità della pasticceria”.
Un ruolo importante, dunque, l’hanno svolto le materie prime impiegate: l’industria alimentare ha svolto il suo compito supportando egregiamente il progetto, come ha confermato Sabrina Dallagiovanna: “Collaborazioni come questa significano investire nella qualità futura della pasticceria italiana. Fornendo le nostre farine tecniche di alta gamma abbiamo volentieri contribuito a dimostrare che formazione e impresa possono generare eccellenza, con un ingrediente in più: il cuore”.
Insieme a Molino Dallagiovanna hanno partecipato al progetto RoboQbo col suo sitema integrato per la lavorazione degli impasti e delle farciture, Irinox per la tecnologia del freddo, Kopper Cress che con crescioni e fiori edibili ha arricchito il progetto di farciture esclusive, Valko Italia con le attrezzature di cottura e conservazione sottovuoto.