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La disfida della brioche

08/07/2013

La disfida della brioche
La città a colazione è un brulicare di persone che vagano frettolosamente da un bar all'altro senza porre molta attenzione a ciò che si ingurgita. C'è però chi è più sensibile all'argomento e preferisce iniziare la giornata non solo con la giusta dose di energia, ma coccolandosi con qualche prelibatezza.

A Milano il periodo delle brioche preconfezionate, surgelate, rivitalizzate, non è ancora passato del tutto, sono ancora la maggioranza i pubblici esercizi che non si curano di un dettaglio così importante come la qualità della propria offerta accessoria al caffè, tema ancor più delicato che andrà affrontato a parte.

Tuttavia, grazie al crescere della passione per le cose buone e al passaparola che fa da grancassa, l'inversione di tendenza comincia ad esserci e non c'è più bisogno di vagare da un angolo all'altro della città per riuscire a gustare un buon prodotto.
Intanto distinguiamo i generi: ci sono le pasticcerie, ma fanno gara a parte non somministrando il caffè, non molte producono anche le brioche, un articolo che costa tempi di produzione da levataccia e non offre molto margine; sono perlopiù le pasticciere che sorgono nei pressi di una scuola che cedono volentieri alla richiesta e offrono prodotti di tutto rispetto.
Ci sono, poi, i bar pasticceria, a metà strada, e sono il luogo prediletto per cimentarsi nella ricerca di una brioche che soddisfi il palato in combinazione con una corroborante bevanda.
Quindi i bar che optano per tre scelte: quella di prodursele con buon successo, quella di affidarsi ad una pasticceria più o meno all'altezza e quelle che, come scrivevamo poc'anzi, preferiscono non perderci troppo tempo.

Ho constatato più volte come, però, una buona brioche faccia la fortuna di un esercizio, un prodotto catalizzante, un elemento che alimenta la notorietà e senza troppa pubblicità, ma solo grazie ai consigli passati tra amici e conoscenti.

Approfondiremo nella sezione "scelti da Ristorazione & Catering" le specifiche caratteristiche dei più meritevoli, tuttavia, anticiperò uno personalissima classifica dove metter a pari merito una cinquina di locali: alcuni noti, Sissi in piazza Risorgimento 6, Ottimomassimo all'angolo tra Spadari e Victor Hugo, Pavè, in via Casati 27, uno di nicchia, per un'offerta che comprende anche i vegan, Namura in via Castelvetro 16 ed una fuori dal circuito della notorietà, ma all'altezza dei più titolati e a volte un po' troppo celebrati, il Bar Capriccio di via Gran Sasso 11.

Andateli a provare, ne riparleremo insieme.

Aldo Palaoro