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La grande bellezza di lavorare nell’ospitalità

31/05/2022

Imprenditori che accusano i lavoratori che non hanno più voglia di lavorare, che non accettano di fare sacrifici, che si stanno votando all’assistenzialismo. Lavoratori che accusano gli imprenditori di offrire stipendi bassi, lunghi orari di lavoro, ambienti di lavoro “inospitali”, trattamenti scorretti…

“Lo Stato che fa? Si costerna, s'indigna, s'impegna. Poi getta la spugna con gran dignità.” (De André).
Da mesi, non passa giorno che i media non parlino della carenza di personale nel settore turistico, della ristorazione e dell’ospitalità, con polemiche e accuse incrociate tra le parti. I social contribuiscono al dibattito facendo spesso emergere il peggio dei partecipanti.


In Italia non mancano certo solo camerieri e cuochi. Non si trovano elettricisti, idraulici, meccanici, programmatori, tecnici, infermieri, medici, insegnanti… Mi verrebbe da dire sommariamente che manca personale in quasi tutti i settori produttivi.
Come mai a questi profili e settori non viene riservato lo stesso ossessivo interesse, la stessa forte attenzione?

In questo contesto e con questa informazione, mi chiedo come un giovane possa pensare di intraprendere un percorso professionale in questi settori e, nel caso , cosa possano pensare/consigliare i genitori di questi giovani. 


In questo contesto di tutti contro tutti, di tante parole e pochi fatti, non mi resta che chiedere aiuto al pensiero di una persona che stimo - Federico Samaden – e di un’associazione da lui fondata – Ospitalia – che da anni si impegna per diffondere gli alti valori legati all’ospitalità, che dovrebbero diventare patrimonio di ogni persona e territorio.
 

In un recente convegno, Samaden ha esordito ricordando a tutti quanto sia bello il lavoro delle persone che lavorano nella ristorazione, nel turismo e nell’ospitalità; ha ricordato a tutti noi, quanto fossimo fortunati a svolgere un lavoro finalizzato a rendere le persone più felici, offrendo loro benessere, piacere, star bene…


L’Ospitalità deve essere integrata alla bellezza, all’arte, allo stile, ovvero a quanto di più bello e ricco c’è in Italia; solo così la si valorizza e si rende l’ospitalità il “gioire dello star bene delle persone”. Non è un concetto nuovo, ma confesso che era molto tempo che non ci pensavo. Forse è opportuno comunicarlo di più e ripeterlo più spesso, affinché diventi un pensiero condiviso e acquisito.


Associare il lavoro nell’ospitalità a concetti di felicità, bellezza, cultura, arte, benessere…, può essere un’azione rivoluzionaria!Coloro che lavorano nel settore dell’ospitalità, lavoratori e imprenditori, come anche chi ha responsabilità politiche e sociali, hanno il dovere di diffondere l’idea che coniuga l’ospitalità ai valori della cultura e propone una visione di lavorare e vivere per il benessere degli altri.


Sono concetti che devono essere patrimonio acquisito in primis della politica, che deve attuare azioni che diano concretezza a questi principi. Gli imprenditori - che devono realizzare il benessere -, non possono proporre un benessere dei clienti se prima non attuano azioni di benessere per coloro che lo devono trasmettere. È vero che il nostro settore richiede molto impegno, ma ti offre emozioni, sentimenti e riscontri difficilmente presenti in altri. Noi doniamo molto agli altri e in questo donare ci arricchiamo moltissimo.
Lavorare nell’ospitalità è una grande bellezza.


Oscar Galeazzi