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La migliore insalata di confine

28/05/2024

La migliore insalata di confine

Nel bel mezzo di una disputa politica e ambientale tra la Repubblica Ceca e la Polonia per una miniera di carbone, in una piccola città di confine si tiene una competizione culinaria a base di patate.
 

All'inizio di aprile del 2024, il New York Times ha pubblicato all’interno della sua premiata serie di documentari indipendenti, un breve lavoro diretto dal regista polacco Piotr Jasiński, intitolato “Everything is Fine, Potatoes in Line”, già uscito il 20 ottobre del 2022 e vincitore nello stesso anno come Miglior Cortometraggio e Premio del Pubblico nel Concorso Cortometraggi del Warsaw Film Festival. La storia raccontata è quella di una gara culinaria che si svolge ogni anno ad Hermanice, un paesino della Repubblica Ceca confinante con la Polonia sud occidentale. 

La migliore insalata di confine

Proprio tra questi due paesi si è aperto nel febbraio del 2021 un contezioso dalla portata internazionale, quando il primo ha intentato una causa contro il secondo presso la Corte di giustizia dell’Unione Europea (CGUE), accusandola di violare le leggi comunitarie sulla protezione dell'ambiente. I cechi sostenevano che l'espansione della miniera di Turow, nel comune polacco di Bogatynia, stesse esaurendo le falde acquifere nella loro regione, causando danni significativi e minacciando l'ecosistema. La CGUE ha ordinato alla Polonia di sospendere le attività della miniera, ma il paese si è rifiutato, facendo appello alla sicurezza energetica che l’impianto offre. In risposta, la CGUE ha imposto alla Polonia una multa di 500.000 euro al giorno, fino alla risoluzione dei problemi ambientali sollevati.

In questo contesto, il documentario di Jasiński segue un gruppo di persone di entrambi i paesi mentre si incontrano per un evento comune: una competizione alla miglior insalata di patate della zona. 

Il filmato inizia proprio a Bogatynia, dove Teresa, una signora polacca di mezza età dipendente della miniera di carbone, sta preparando l’insalata da portare alla competizione. Una volta arrivata a Hermanice, al suo piatto viene assegnato un numero e tutte le insalate partecipanti vengono disposte su un tavolo, pronte per essere assaggiate e successivamente votate. 

La migliore insalata di confine

“Le insalate ceche hanno i salumi, quelle polacche le olive, non ho mai visto delle olive in un’insalata, per me quella non è un’insalata di patate” sentenzia ad un certo punto un uomo. Le idee delle persone intervistate sembrano essere molto ferme riguardo le ricette di cucina, ma anche molto comprensive nei confronti della battaglia legale che si sta operando a Bruxelles, che una donna intervistata riduce ad un “gioco tra i vertici”, che quindi non riguarda le persone comuni, che in quanto tali hanno tutto il diritto di vivere in pace ed armonia, godendosi eventi come quello. 

La giornata prosegue con gli assaggi di tutti e le successive votazioni, il tutto tra canti, birra e un’atmosfera da festa di paese che sembra travolgere tutti, indipendentemente dalla nazionalità. Alla fine della giornata è il momento del proclamo della vincitrice: proprio la polacca Teresa, che svela alle telecamere il proprio ingrediente segreto: nient’altro che la Horcice, la tradizionale senape ceca, tanto cara ai suoi sfidanti. Quando si parla di gastrodiplomazia, forse, si intende anche questo.

a cura di

Federico Panetta

Varesotto di origine, è come una biglia nel flipper dell'enogastronomia. Dopo la formazione alberghiera lavora in cucina e si laurea in Scienze Gastronomiche presso l’Università di Parma. Oggi si occupa di comunicazione gastronomica collaborando con diverse riviste di settore.
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