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La pizza di Loop

17/04/2026

La pizza di Loop

Cosa può rappresentare una ‘semplice’ pizzeria di provincia


Chi scrive può non sapere da dove iniziare. Solitamente, maggiore è il grado di conoscenza della persona coinvolta, o del progetto, più difficile diventa ‘bucare il foglio’. 
In questo caso è andata diversamente: conosco Oba e le sue pizze da due anni e negli ultimi mesi ho sempre pensato che se ne avessi scritto l’attacco sarebbe stato dedicato a un momento preciso.
Non ha a che fare con la prima pizza assaggiata, con un viaggio emozionale* a colpi di salsa di pomodoro, mozzarella e basilico, alveoli e topping. Non sarebbe nemmeno cominciata con la sua storia (se pur ce ne sia da raccontare, e un po’ lo faremo).

*che vuote queste espressioni!

Modi che valgono più di un premio

Erano le 20:30 di un giovedì sera e da Loop, la pizzeria che Oba gestisce con la compagna Lorena, ad Albignasego, in provincia di Padova, era più o meno piena. 
A dire il vero è sempre stato così dall’apertura, avvenuta nel 2024.
All’ingresso della pizzeria compare Sujon Khan, un ragazzo di 24 anni che ha tutta l’aria di essere timido, ma decisamente motivato, al punto da consegnare il curriculum di persona.
Lo tiene stretto in mano, si avvicina alla cassa e lo porge. A quel punto si affaccia Oba El Anbri, che di anni ne ha 30, trafelato nel via vai delle pizze che escono dal forno, dove si muove accanto al fratello, Achraf.
Oba scambia qualche parola con Sujon Khan (a fatica, perché il ragazzo, di origini bengalesi, non parla per niente italiano), gli dice che si sarebbero risentiti e lo congeda con un sorriso. Una scena normale? Potrebbe esserlo. Ad ogni modo, vedere il titolare di un’attività che si arresta nel clou del servizio per rivolgersi ad uno sconosciuto, per capire chi sia, da dove viene, cosa sa fare, è un dinamica che non riesco a dare per scontata. Non c’era nessun atteggiamento a favore di camera, o un palcoscenico da cui affermare che per le persone, oltre che per le materie prime, ci vuole rispetto. 

Poco tempo dopo Sujon Khan entra a fare parte del team. Non parla ancora italiano, sta imparando molte cose, dietro al banco e in cucina.
Nel frattempo Loop avvia un cambio sede e oggi, venerdì 17 aprile 2026, inaugurerà in uno spazio più ampio a un paio di chilometri più in là, in una frazione di Albignasego, Carpanedo. 

Ci saranno un laboratorio ampio e funzionale, uno spazio di lavoro e di messa in forno a vista, più coperti, e quindi la possibilità di soddisfare le tante richieste di prenotazioni senza dover affrontare salti carpiati, come facevano prima. 

La formula è sempre la stessa: si può scegliere da un listino non troppo lungo ma ben pensato. Ci sono pizze classiche, pizze stagionali, pizze ispirate (per materie prime e abbinamenti) alla tradizione campana. E poi si potrà ancora scegliere tra impasto classico e impasto napoletano. Quest’ultimo è praticato da tempo da Oba, unitosi nel 2023 a AENP (Associazione Eccellenza nella Pizza)

 

La Margherita - foto di Martina DurantiLa Margherita - foto di Martina Duranti
La Margherita Special - foto di Martina DurantiLa Margherita Special - foto di Martina Duranti

Una storia semplice, come promesso

Oba è nato ad Isola della Scala (VR). La sua famiglia è di origini marocchine. Non ne faremo un ingrediente che dà colore al racconto: l’integrazione come stato naturale delle cose è quello che vogliono Oba, Lorena e le persone che lavorano con loro.
Si percepisce nel modo di accogliere, di far stare i clienti, di raccontare quello che fanno online; poca strumentalizzazione, tanta naturalezza.
“Penso che le persone vengano qui per la pizza ma soprattutto per come siamo noi” ci dice, senza pensarci troppo, mentre stanno ultimando gli ultimi interventi prima dell’inaugurazione, a cui arrivano dopo settimane di lavoro intenso, che li ha impegnati giorno e notte.
“Poi sicuramente c’è la pizza, che per me deve essere una certezza, cioè una pizza davvero buona”. 

 

Dopo averla provata potrebbe diventarvi chiaro il motivo del nome ‘Loop’: è una pizza che mangeresti sempre, almeno una volta a settimana. Una pizza popolare, fatta bene, curata nella forma e nella misura delle farciture.

 Oba e Lorena, Oba e Achraf - foto di Martina Duranti Oba e Lorena, Oba e Achraf - foto di Martina Duranti

A questi ottimi impasti, che si uniscono spontaneamente agli ingredienti, Oba ci è arrivato per gradi.
Nel 2015 è volato a Londra; ha lavorato come lavapiatti in un locale, Antonio’s, lo stesso che l’ha inizializzato con le pizze. Tornato in Italia, nel 2018 “pensavo di aver imparato, invece non sapevo proprio niente!” quindi fa pratica e frequenta alcuni corsi (anche con Gabriele Bonci e Simone Padoan). Poi apre una pizzeria d’asporto nel 2020, sino a decidere di cambiare sede per includere anche i posti a sedere.

Tutto è successo in pochi anni, ma il focus è stato sempre uno. 

“Per noi fare questo mestiere significa garantire semplicità ed essere trasparenti con le persone. Alcuni ci chiedono come prepariamo alcuni ingredienti che mettiamo sulle pizze… quando rispondiamo forse rimangono delusi per quanto siano semplici!” dice scherzando.
La realtà è che ci siamo abituati a rendere il cibo mangiato fuori casa complesso, comprensibile a palati esperti, pieno di nomi da imparare, esperienze da trattenere. La pizza di Oba piace perché non mette confini, non è cervellotica, non ha voglia di evolvere in qualcos’altro, né di rappresentare per forza ‘messaggi altri’.
“Non ho intenzione di cambiarla. Voglio che le cose siano fatte bene, senza dover diventare qualcosa da capire per forza” ci dice, se pur sappiamo quanta stima riponga in alcuni nomi del mondo pizza contemporaneo.
 

Gli impasti di Oba. Si può scegliere tra classico e napoletano - foto di Martina DurantiGli impasti di Oba. Si può scegliere tra classico e napoletano - foto di Martina Duranti


Gli abbiamo chiesto, per chiudere, nell’attesa di mangiare la sua pizza nel nuovo locale, quando ha sentito che avrebbe avuto una possibilità in questo settore.
“Ti stupirà ma ho sentito di aver avuto una possibilità quando non stavo più bene dov’ero. Ho capito che dovevo fare qualcosa. È stato difficile, anche dopo, ma non puoi cambiare la tua posizione se non ci provi”. 


Deve aver apprezzato proprio questo di Sujon Khan, quella sera. E in qualche modo, esplicito o implicito, siamo sicuri che questo piglio verso la vita e le persone venga premiato anche da chi frequenta e frequenterà Loop, per soddisfare la voglia di pizza e anche di qualcos'altro.



Pizzeria Loop (nuova sede)
Via Roma, 287 
Albignasego (PD)
www.pizzerialoop.it

 

a cura di

Giulia Zampieri

Giornalista, di origini padovane ma di radici mai definite, fa parte del team di sala&cucina sin dalle prime battute. Ama scrivere di territori e persone, oltre che di cucina e vini. Si dedica alle discipline digitali, al viaggio e collabora con alcune guide di settore.
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