La pizza, protagonista con arte
La pizza è protagonista indiscussa in un dialogo tra tradizione e contemporaneità. Il bancone a vista è il regno di Ciro De Vincenzo, napoletano di origine, pizzaiolo giovane ma già di lunga esperienza e che, nell’annoso dibattito tra pizza napoletana e romana, due metodi ideologicamente opposti, ha cercato di trovare un incontro ideale. “Ho mischiato un po' le cucine – afferma Ciro - ho mescolato le consistenze, il croccante con il morbido. L'impasto principale è quello di cultura napoletana, poi mi sono rivolto a vari impasti, varie cotture e riesco a variare”.
Appassionato e pignolo, intuitivo e determinato, Ciro De Vincenzo rivolge un’attenzione maniacale all’impasto, rigorosamente composto come da tradizione: acqua, sale, farina e lievito fresco. Il rigore scientifico nel controllo dell’umidità, dell’idratazione, nel rapporto tra gli ingredienti e i tempi di miscelazione, l’assoluta calibratura dei tempi e della tecnica di lievitazione rivelano grandi virtù artigianali e manualità felice nella stesura.
“La pizza – dichiara – è un modo di esprimermi, per me è casa, è la famiglia”.
Ed ecco che chi si accomoda al tavolo di Vico si sente subito avvolto dall’atmosfera cordiale: il piccolo benvenuto, ogni sera diverso, dove si sente la mano leggera e la precisione di un sapere antico; i fritti – non possono mancare in un locale d’ispirazione napoletana alloggiato a Roma, è la tradizione che compare – digeribili e croccanti; e 19 pizze e due calzoni in carta.
In alcune pizze un mix di farine diverse, alcune con un carattere più deciso, e metodi d’impasto diversi. Il risultato è una pizza tenace e morbida al tempo stesso che dopo un minuto o poco più di forno ad alte temperature regala quel disco dorato con un cornicione soffice, dal profumo inconfondibile, dalla consistenza carezzevole e un lieve effetto crunch, declinato in sapori e topping originali e creativi che richiedono capacità culinarie oltre la lievitazione. “Usando un forno napoletano sui 400 gradi devo giocare un po' con le cotture – spiega Ciro - con le consistenze, cosa mettere prima, cosa mettere dopo, perciò facciamo molta ricerca affinché il risultato finale riproduca adeguatamente il piatto di origine”.