Il secondo caso che illustriamo è stato ideato dal noto cantante Jon Bon Jovi, insieme a sua moglie Dorothea Hurley.
I JBJ Soul Kitchen (foto di copertina) sono veri e propri ristoranti, definiti comunitari, di alta qualità in New Jersey, se ne contano un paio, ai quali si aggiungono iniziative temporanee ed eventi di raccolta fondi. Anche in questo caso la modalità di accesso è basata sulla donazione di soldi, ma anche di tempo, infatti, chi non può pagare, si rende disponibile per qualche ora di volontariato.
Infine, il terzo caso che citiamo è una delle tantissime attività che rendono il nostro paese migliore. Sono, infatti, numerose le iniziative a favore delle categorie più deboli e i ristoratori italiani, appena possono, si rendono disponibili a cene di beneficenza di varia natura. Da poco, per esempio, abbiamo scritto di Ristoranti contro la Fame.
Il caso, però, che si distingue è quello di Ruben, il ristorante solidale fondato dall’azienda Pellegrini. L’idea del nome è già una dichiarazione di intenti, perché Ruben era un lavorante di casa Pellegrini, quando il signor Ernesto, ancor prima di diventare l’illuminato imprenditore della ristorazione che è stato, era poco più che un bambino. Viveva e lavorava nella cascina di famiglia, senza mezzi, ma con grande dignità. Purtroppo, dopo l’abbattimento della struttura e prima che Pellegrini potesse occuparsene con proprie risorse, ancora scarse, morì di stenti. A lui la Fondazione Pellegrini dedicò il ristorante per i più deboli, assolvendo alla promessa che Ernesto fece a se stesso.
La caratteristica di questo ristorante è che non è gratuito, ma, una volta pranzato, agli adulti viene presentato il conto, con tanto di scontrino, ma di solo 1 euro.
Il pensiero che sta dietro a questa originale scelta è che le famiglie che capita di ospitare possano, agli occhi dei propri bambini, pagare come fanno tutti gli altri. Un gesto di grande dignità che toglie da ogni imbarazzo i genitori e ai figli fa credere che la loro famiglia sia come tutte le altre.
Concludendo, vale la pena fare un accenno di carattere generale, perché oggi stiamo assistendo a un rapido peggioramento delle condizioni di vita di molte famiglie, una forbice che si allarga sempre di più tra ricchi e poveri, avendo come conseguenza che anche la classe media, quella che, prima, i ristoranti se li poteva permettere, oggi li evita sempre più spesso, generando una forte riduzione delle entrate e, infine, la chiusura di molti locali.
Ciò potrebbe generare la nascita di nuove attività solidali o iniziative in cui i ristoratori possono dare il proprio contributo trasformando, magari ogni tanto. un talento in un atto di generosità.