Cerca

Premi INVIO per cercare o ESC per uscire

La Valsamoggia, cornucopia di biodiversità e ristorazione accogliente

28/04/2026

La Valsamoggia, cornucopia di biodiversità e ristorazione accogliente

Nato nel 2014 dalla fusione dei comuni di Bazzano, Castello di Serravalle, Crespellano, Monteveglio e Savigno, il Comune di Valsamoggia si estende lungo una vallata dove sono diffusi agricoltura sostenibile, allevamenti estensivi, antichi e nuovi mulini, accoglienti trattorie e agriturismi. Il paesaggio dolcemente collinare, da vivere con lentezza, e una ben organizzata rete d’accoglienza, attraggono visitatori dalle vicine Bologna e Modena, da altre regioni e tanti paesi europei, e non solo. 

L’interessante produzione vitivinicola ha qui origini remote risalenti a quando questi borghi storici erano collegati a Bologna dall’antica via del vino percorsa a piedi dai membri della Compagnia dell’arte dei Brentatori (corporazione fondata a Bologna nel 1250) il cui nome deriva da “Brenta”, contenitore a doghe in legno con una capacità variabile tra 35 e 75 litri, portato a dorso d'uomo per fare arrivare in città mosto e vino prodotti nella valle. 

La ristorazione di qualità è piuttosto diffusa in questa terra ricca di prodotti del bosco, funghi e tartufi, erbe spontanee e selvaggina. Per motivi di spazio citeremo solo alcuni locali, partendo da uno dei rari casi in Italia in cui tre trattorie nello stesso comune si fregiano della prestigiosa “Chiocciola” della Guida Osterie d’Italia 2026 di Slow Food: Amerigo 1934, la Trattoria del Borgo e La Zaira.

La Trattoria Amerigo 1934, a Savigno, celebra il novantaduesimo anniversario dall’apertura a opera dei nonni Amerigo e Agnese. Dal 1998 si fregia della Stella Michelin. Alberto Bettini la gestisce dal 1988 con la compagna Marina. Giacomo Orlandi guida la cucina con Maria Marini e il cuoco di lungo corso Roberto “Drago” Draghetti. Bettini porta avanti la sua filosofia sostenendo da oltre trent’anni produzione agroalimentare biologica locale e allevamenti sostenibili. Sempre presenti in menu tartufi, funghi e selvaggina, con piatti innovativi che rispettano le materie prime e “vecchie ricette” reinventate in equilibrio tra rusticità ed eleganza, possibile “tradizione del futuro”. La cantina propone i migliori vini dei Colli Bolognesi con ricarichi contenuti. I clienti hanno comunque la libertà di scelta dall’ampia carta dei vini d’Italia.

L’accoglienza si completa con le cinque belle camere della Locanda Amerigo, arredate con preziosi elementi di design del Novecento, in una delle case più antiche del paese.

Trattoria Amerigo 1934. Alberto Bettini con la moglie Marina_Giacomo Orlandi, responsabile della  cucina e Maria Marini, capopartita ai primiTrattoria Amerigo 1934. Alberto Bettini con la moglie Marina_Giacomo Orlandi, responsabile della cucina e Maria Marini, capopartita ai primi

La Trattoria del Borgo è su un colle che domina la vallata, nell’incantevole borgo medievale di Monteveglio. 

Paolo Parmeggiani, in sala con la moglie Alessandra, festeggia i trent’anni d’attività. La brigata di cucina è diretta da Andrea Rubini. Affidatevi ai suggerimenti dell’oste per assaporare piatti stagionali di carattere, con abbinamenti di vini dei Colli Bolognesi. La loro accoglienza si completa con Casa Edvige a Monteveglio, palazzina in pietra del primo '900 ristrutturata con tre luminosi appartamenti.

Essere osti è una vocazione per la famiglia Parmeggiani: il fratello Stefano dal 2001 manda avanti con altrettanto successo la Trattoria Dai Mugnai, a Monteveglio, nell'antico mulino da cereali del 1540 trasformato nel rispetto della struttura originaria con belle camere al piano superiore (Le stanze dei Mugnai) e una cucina tipica bolognese che rispetta stagionalità e piccoli produttori locali.

Trattoria del Borgo, Monteveglio. Paolo Parmeggiani con la moglie Alessandra e col cuoco Andrea RubiniTrattoria del Borgo, Monteveglio. Paolo Parmeggiani con la moglie Alessandra e col cuoco Andrea Rubini
Paolo Parmeggiani, Trattoria del BorgoPaolo Parmeggiani, Trattoria del Borgo

La Zaira – Enoteca con cucina. Nel centro storico a Bazzano, celebra i vent’anni di attività. Le due cuoche, Mirela Tiron e Iuliana Oniceanu, rappresentano il contributo che i nuovi italiani stanno dando alla continuità del nostro patrimonio gastronomico rurale, come ha sottolineato Carlin Petrini alla presentazione della Guida alle Osterie d’Italia 2026. Anche qui, sfoglia tirata a mano, prodotti dell’orto, erbe spontanee e tagli di carne locale. Per il vino affidatevi ai consigli della titolare, Belinda Cuniberti. Curiosando fra gli scaffali in sala dove potrete fare interessanti scoperte, dai Colli Bolognesi ai piccoli produttori della Champagne.

Enoteca La Zaira - Belinda Cuniberti - Le cuoche Mirela Tiron e Ouliana OniceanuEnoteca La Zaira - Belinda Cuniberti - Le cuoche Mirela Tiron e Ouliana Oniceanu

Gradizzolo, Azienda vitivinicola della famiglia Ognibene, nata nei primi del Novecento su una bella collina fra Monteveglio e Bazzano. Antonio, col figlio Gianluca, produce ottimi vini biodinamici ed è fra i pionieri della valorizzazione di vitigni autoctoni a rischio estinzione come Negrettino e Alionza. Hanno anche un centinaio di ulivi per la produzione di olio, alberi da frutto e un orto. Nel 2008 hanno aperto l’agriturismo creando nella vecchia casa colonica una trattoria accogliente dove lavorano la moglie Marisa e la figlia Chiara che, dopo la laurea in restauro, ha frequentato i corsi dell’ALMA a Colorno per tornare qui dove ha elaborato una sua idea di agri-cucina con frutta, ortaggi di stagione, animali da cortile e maiali allevati allo stato brado.

Agriturismo Gradizzolo. Antonio Ognibene con la moglie Marisa e i figli Gianluca e ChiaraAgriturismo Gradizzolo. Antonio Ognibene con la moglie Marisa e i figli Gianluca e Chiara

Mastrosasso – Azienda agricola Torricella 

Il ripristino di questa bella struttura su una collinetta appena fuori Savigno lo si deve al proprietario, Alessandro Bartolini, esperto restauratore di case in sasso (ecco perché quel titolo), dal 2001 anche appassionato produttore di vino. Nel 2016 ha aperto la cucina dell’agriturismo, oggi nelle mani del cuoco Luca Fava, mentre sua moglie si occupa della sfoglia. Una forte attrattiva è rappresentata dalla grande griglia a vista nella quale Sandro è divenuto esperto asador con brevi pause dedicate a sciabolare i suoi rifermentati. 

Agriturismo Mastrosasso - Alessandro BartoliniAgriturismo Mastrosasso - Alessandro Bartolini

DA VISITARE

Particolarmente ricca di affluenti del Samoggia, la vallata un tempo contava numerosi mulini, come attestato dal Piccolo Museo I mulini della Valle allestito da Costanza Cassanelli in centro a Savigno, di fianco al forno artigianale “Il Pan d’Oro, scuola di pane”.

Due antichi mulini ad acqua sono fortunatamente ancora in funzione, il Mulino del Notaro, a Tolè, e il Mulino del Dottore a Ca’ Bortolani, edificio del diciassettesimo secolo con quattro macine in pietra, un moderno laboratorio di panificazione e una botteguccia d’altri tempi con le loro farine biologiche, pani e biscotteria.

A questi s’aggiunge il moderno mulino delle Fattorie Vallona dove Maurizio Vallona macina gli ottimi grani aziendali, fra i quali la varietà di forza “Bologna”, affiancando questa passione alla storica produzione di vini di alta qualità. 

Molti i siti storici, a partire dalla Ca’ Grande dell’Ebreo, imponente edificio medievale nel borgo di Oliveto, costruito intorno al 1410 da Salomon Mathasi come primo banco prestiti dell’Appennino bolognese, con funzioni di sinagoga e sede di una fiorente comunità ebraica locale. Oltre a questa, dell’antico Oliveto restano la Bronzina, che nel 1527 fu l'albergo dei Grandi di Spagna e poi lazzaretto e fonderia di bronzo, e la chiesa di San Paolo, che custodisce una pala attribuita alla seicentesca pittrice bolognese Elisabetta Sirani

Cuore della città di Bazzano è la Rocca dei Bentivoglio, castello matildico che domina il paese. Oggi ospita il Museo Civico Archeologico Arsenio Crespellani (con la storia del territorio dall'età del Bronzo), la Mediateca comunale e gli uffici della Fondazione Rocca dei Bentivoglio che ne gestisce attività ed eventi culturali. 

L'Abbazia di Monteveglio, consacrata a Santa Maria Assunta, è un luogo di culto eretto all’interno dell’antico borgo medievale voluto da Matilde di Canossa in segno di ringraziamento per la vittoria sull'imperatore Enrico IV. 

Lungo la strada che da Monteveglio porta a Savigno si passa per la località dove nel 1325 si svolse la cruenta Battaglia di Zappolino, uno dei più grandi scontri campali del Medioevo italiano, con la vittoria dell’armata modenese, fedele ai Ghibellini e all’imperatore, sui papalini guelfi bolognesi. Essendosi svolta in campo aperto non rimangono rovine monumentali ma gli eventi, culminati nella beffa della secchia, sono ricordati nel poema eroicomico di Alessandro Tassoni “La secchia rapita” 

Vorrei cantar quel memorando sdegno
ch’infiammò già ne’ fieri petti umani
un’infelice e vil Secchia di legno
che tolsero a i Petroni i Gemignani.

Il Mulino del Dottore, le macineIl Mulino del Dottore, le macine
a cura di

Bruno Damini

Giornalista scrittore, amante della cucina praticata, predilige frequentare i ristoranti dalla parte delle cucine e agli inviti nei salotti preferisce quelli nelle cantine. Da quando ha fatto il baciamano a Jeanne Moreau ha ricordi sfocati di tutto il resto.

Condividi