Vendemmia in gelateria a Frascati: tre maestri gelatieri, 18 gusti e la brioche al mosto
Il gelato incontra la vendemmia e diventa uno strumento per raccontare territori, tradizioni di famiglia e prodotti tipici. Sabato 19 settembre, dalle 16 alle 21, da Gelato DiVino (via dei Quintilii 24, quartiere Cocciano di Frascati), tre maestri gelatieri dei Castelli Romani e dell'Alto Adige proporranno 18 gusti tra gelati e sorbetti, costruiti sulle materie prime e sulle ricette dei rispettivi territori. Novità dell'iniziativa è il modo di servirli: oltre a cono e coppetta, nella brioche al mosto d'uva, preparazione legata al periodo della vendemmia e alla cultura gastronomica castellana.
Protagonisti Roberto Troiani di Gelato DiVino a Frascati, Mauro Abbondanza di Peppa Bistrot a Grottaferrata e Sandro Molin Pradel della Gelateria Cadore 1956 di Bolzano. Tre esperienze diverse, unite dall'idea di partire dalla tradizione senza limitarsi a ripeterla, rileggendo ricette, ingredienti e memorie con tecniche, abbinamenti e aromi nuovi.
Il gelato non è più solo estate: un mercato da 3,1 miliardi
L'appuntamento cade negli ultimi giorni d'estate, ma fotografa un prodotto sempre meno legato alla stagione calda. Il gelato artigianale italiano ha chiuso il 2025 con un fatturato di 3,1 miliardi di euro (+3,5% sull'anno precedente), confermando l'Italia primo mercato mondiale; la filiera nel suo complesso vale circa 4,9 miliardi. Secondo l'Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat, nel 2024 le famiglie italiane hanno speso 1,776 miliardi di euro in gelati, con il Lazio (185 milioni) seconda regione per spesa dopo la Lombardia. Al primo trimestre 2026 i laboratori di gelateria attivi in Italia sono 9.345, il 65,6% dei quali artigiani. Numeri che accompagnano un cambio di approccio: il gelato resta simbolo dell'estate, ma segue sempre più la stagionalità delle materie prime e trova spazio tutto l'anno.
Mosto, vino e frutta: i Castelli Romani in gelato
La proposta di Roberto Troiani, maestro gelatiere di Cocciano da oltre quarant'anni, parte proprio dalla vendemmia. Da tempo impegnato nella ricerca sul rapporto tra gelateria, prodotti locali e cultura enogastronomica, fin dai primi anni Duemila ha sviluppato gelati al mosto e al vino con vitigni e prodotti dei Castelli Romani, portando poi queste sperimentazioni anche nella formazione in Italia e all'estero. Per l'"Omaggio alla Vendemmia" presenterà, tra gli altri, un sorbetto di mosto fruttato, il mosto cotto con scorze d'arancia amara, il rosé con lamponi e albicocche, il lampone, menta e Merlot, una crema alla curcuma con mela e cannella e una crema ispirata alla Roma antica.
«Il gelato può seguire il calendario della terra e raccontare ciò che ogni stagione offre – spiega Troiani –. Settembre ai Castelli Romani significa vendemmia, mosto, vino, fichi, frutta e miele. Siamo partiti da questa tradizione per confrontarla con altri territori italiani, dai sapori, dalle ricette e dalle memorie riconoscibili, per dare loro una nuova forma. La brioche al mosto rappresenta bene questa idea: una tradizione dei Castelli Romani che diventa lo scrigno in cui far incontrare storie diverse».
Da Frascati all'Alto Adige: tre territori in 18 gusti
Anche Mauro Abbondanza lavora sul legame con il territorio, con gusti costruiti attorno a vini, frutta e ingredienti della tradizione mediterranea: "Nonno Gianfranco", con Frascati Superiore, pesche appassite, miele e limone; "Sapore Mediterraneo", con base Marsala, mandorle tostate e composta di albicocca; Passito di Pantelleria, mirtilli essiccati e cioccolato fondente; e ancora fichi, noci e miele. Una gelateria che recupera ingredienti e abbinamenti di famiglia per trasformarli in nuove preparazioni.
Sandro Molin Pradel, gelatiere di terza generazione, è nato a Bolzano da una famiglia originaria della Val di Zoldo, che dal 1956 gestisce la Gelateria Cadore. All'attività di produzione affianca da anni formazione e consulenza in Italia e all'estero. Le sue creazioni raccontano le radici familiari e altoatesine: la Crema Cadorina, con mascarpone, noci e miele, nasce da una vecchia ricetta del nonno; il Kastanienherz – Cuore di castagna trasforma in gelato un dolce tradizionale altoatesino a base di castagne, cioccolato e panna. Tra i sorbetti, il fico, scelto per la sua stagionalità settembrina, il cioccolato fondente, frutto di una ricerca sull'equilibrio tecnico tra pochi ingredienti, e soprattutto l'Hugo, reinterpretazione del celebre aperitivo altoatesino con Prosecco, menta e sciroppo di fiori di sambuco preparato dalla madre dello stesso Molin Pradel.
Tradizione e innovazione: il made in Italy parte dalle materie prime
L'obiettivo dei tre maestri è dimostrare che l'innovazione in gelateria nasce dalla conoscenza della tradizione, intesa come punto di partenza: una vecchia ricetta di famiglia può diventare un nuovo gelato, un vino del territorio un sorbetto, un dolce tradizionale può essere reinterpretato giocando su consistenze e temperature. Una filosofia che Troiani porta avanti da tempo con la sua ricerca su ingredienti naturali e prodotti locali, per recuperare sapori conosciuti e presentarli in una veste nuova.
La redazione