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#LaMossaPerfetta

25/06/2026

#LaMossaPerfetta

Come si dà valore a un vino popolare senza snaturarlo? La risposta passa dal rigore, tecnico e di filiera, e da un racconto che non semplifica, ma mette a fuoco

C’è un equivoco che accompagna la Bonarda frizzante da decenni: l’idea che sia “sempre uguale”, un rosso da bere senza pensarci troppo, spesso standardizzato e associato a un’immagine più leggera di quanto meriti.

La Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC è la denominazione che accomuna più produttori e, dal 2014, è oggetto di un progetto dedicato: La Bonarda dei produttori - #LaMossaPerfetta.

Il progetto vuole ridare identità alla Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC integralmente prodotta da aziende di filiera e fare leva per rivalutare un vino identitario e fondamentale per la zona dell’Oltrepò Pavese.

Oltrepo Pavese, terra di vitigni 

L’Oltrepò Pavese è una zona viticola ad alta vocazione per le sue caratteristiche pedologiche, territoriali e climatiche, che ben si adattano alla coltivazione della vite.

I vitigni più coltivati sono Croatina (4.000 ettari), Barbera (3.000), Pinot Nero (quasi 3.000), Riesling (1.500), Moscato (500).

Pinot Nero e Bonarda sono i simboli della viticoltura oltrepadana con un’identità e una qualità riconosciuta e riconoscibile e la Bonarda frizzante del territorio, vino nato da Vitigno Croatina 100% vinificata in purezza, è un “frizzante” naturale, ovvero l’effervescenza nasce da rifermentazione naturale indotta dai lieviti, senza aggiunta di anidride carbonica; in calice una spuma porpora iniziale che evolve in un perlage fine.

La Bonarda LaMossaPerfetta nasce dal progetto avviato nel 2015 da un gruppo di aziende agricole del Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese con filiera completa che gestiscono tutte le fasi, dalla coltivazione all’imbottigliamento e vendita, direttamente nella zona di produzione.

Imbottigliata solo nella Marasca, bottiglia dedicata al progetto e con marchio del Distretto, porta sul retro un QR code che rimanda alle informazioni del progetto ed è sottoposta a severi controlli: i produttori hanno l’obbligo di sottoporre i campioni a degustazione e analisi chimico-fisica e organolettica presso B.LAB di Alba; sotto la soglia qualitativa stabilita dal regolamento non è possibile commercializzare il vino con il marchio del progetto. Le regole sono più restrittive della Doc e riguardano la resa massima e la resa uva/vino, il titolo alcometrico, il residuo zuccherino e i solfiti. 

Ha un profilo riconoscibile e versatile descritto come “rosso rubino con riflessi violacei e spuma purpurea; note di frutta rossa e nera, viola e spezie; al palato secca o abboccata secondo lo stile del produttore, con finale tipico”. È un vino versatile ed equilibrato, perfetto per la cucina lombarda composta di salumi, lunghe cotture e grigliate, sapori intensi e speziati. 

A fare la differenza è la Croatina. Una varietà autoctona che, se trattata con rigore, può offrire profondità senza perdere slancio. La Mossa Perfetta lavora su questo equilibrio: mantenere la beva e la vivacità del frizzante, ma con un’identità più definita, tracciabile, e con una disciplina interna più stringente rispetto al perimetro della DOC.

#LaMossaPerfetta

La rete, linguaggio comune tra produttori, ristoratori e pubblico

La Mossa Perfetta mantiene l’identità della Bonarda, un rosso conviviale e diretto, ma punta a farla diventare anche un vino che si può spiegare con precisione e bere con maggiore consapevolezza. Attribuisce valore al suo profilo tecnico ma costruisce un linguaggio comune tra produttori, ristoratori e pubblico. Perché, oggi, un vino cambia reputazione soprattutto dal modo in cui viene proposto, raccontato, abbinato, servito, come afferma Fabiano Giorgi, presidente del Distretto: “Con La Mossa Perfetta abbiamo scelto di dare alla Bonarda un perimetro più chiaro e più riconoscibile: regole condivise, una filiera che si assume responsabilità e un’identità che ruota attorno alla Croatina. Il progetto unisce produttori diversi per visione e storia, ma allineati sull’obiettivo: far emergere una Bonarda più precisa, capace di parlare al pubblico di oggi senza perdere il suo carattere territoriale”.

I produttori aderentiI produttori aderenti
Il tema cardine del Distretto, infatti, all’origine del progetto #LaMossaPerfetta, ruota intorno alla valorizzazione della filiera del vino di qualità, dal vigneto alla bottiglia, promuovendo l’eccellenza delle imprese aderenti e dell’intero territorio dell’Oltrepò Pavese, a tutela della sua vocazione vitivinicola, partendo dal rafforzamento dell’identità territoriale che è uno degli aspetti fondamentali per arrivare al successo di un vino sui mercati nazionali e internazionali. Un successo che dipende sia dalle caratteristiche intrinseche del vino stesso sia, in maniera ancora maggiore, dalle proprietà immateriali, dalle suggestioni che quel vino riesce ad evocare e che lo rendono unico.
#LaMossaPerfetta
#LaMossaPerfetta

Il sodalizio di aziende di filiera alla base dell’iniziativa esprime la comune volontà di distinguersi per la qualità espressa e percepita dei propri marchi aziendali e, per caduta, di rivalutazione territoriale e commerciale.  

Per divulgare questi principi e intenti è stato creato un sito (www.lamossaperfetta.it) e una piattaforma digitale con videointerviste e contenuti YouTube (youtube.com/@distrettodelvinodiqualitad1582 ) per raccontare cantine, etichette e identità territoriale. 

Ne esce un racconto corale, capace di unire contenuto divulgativo e funzione pratica, un dialogo tra sito e video dove #lamossaperfetta aggiunge un tassello importante alla propria evoluzione comunicativa: alla descrizione del prodotto si affianca la voce di chi quel vino lo fa ogni giorno.
Per questo la bottiglia, emblema di questa sinergia di intenti, conclude Giorgi: “E’ un mezzo per aiutarti a capire cosa vogliamo trasmettere ogni giorno con il nostro lavoro, per questo motivo non troverai il nome dell’azienda ma il nome di tutti noi: #lamossaperfetta. Guardando il video e ascoltando il racconto capirai cosa vogliamo trasmetterti. Scegli il produttore e scopri l’azienda, la sua bonarda e/o la sua cantina”.

a cura di

Marina Caccialanza

Milanese, un passato come traduttrice, un presente come giornalista esperta di food&beverage e autrice di libri di gastronomia.
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