Le attività della “drogheria” non hanno mai avuto interruzioni, neanche nel 1977, durante i periodi più roventi della contestazione studentesca, quando Ministro dell’Interno era Cossiga, irriso dai manifestanti con la K iniziale e la doppia S runica in stile Sturmtruppen, e nella zona universitaria s’era aperta la caccia a quei riottosi studenti coi capelli lunghi. Spesso alcuni di loro si rifugiavano in drogheria per sfuggire alle retate e Stefano li faceva passare dietro il banco, poi nel retrobottega per farli uscire da una porticina che sbucava in via dei Bibiena.
E il babbo chiedeva: ma cosa fa tutta 'sta gente?
Fu un periodo molto difficile per la città: barricate, blindati dei carabinieri a presidiare la zona universitaria, la chiusura di Radio Alice, la morte violenta di uno studente di 25 anni, Francesco Lorusso, militante di Lotta Continua, ucciso in via Mascarella da uno dei numerosi colpi d'arma da fuoco provenienti da via Irnerio, dove erano schierate le forze dell'ordine. Il “Convegno sulla Repressione” vide la partecipazione di attivisti e intellettuali italiani e attirò diversi maître à penser e nouveaux philosophes francesi: Sartre con Simone de Beauvoir, Deleuze, Guattari, e un giovane dai lunghi capelli corvini e la camicia perennemente bianca, Bernard-Henry Lévy.
Fra i tanti episodi violenti, il saccheggio del ristorante Al Cantunzein, a pochi passi dalla drogheria, in Piazza Verdi dove gli indiani metropolitani avevano sacrilegamente colorato le belle sculture di Arnaldo Pomodoro. Il bottino di vini pregiati, salami e prosciutti si disperse nelle stradine laterali e intere forme di Parmigiano-Reggiano rotolarono verso ignote destinazioni.
Nonostante la zona universitaria vivesse un'atmosfera molto tesa, la Drogheria non ebbe mai problemi, nessuno sarebbe arrivato a spaccarne le vetrine perché tutti ci venivano a bere, anche i movimentisti la consideravano un'isola neutrale.