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L’arte del caffè tra design e convivialità

05/05/2026

L’arte del caffè tra design e convivialità

Un hub culturale per un focus sul ruolo centrale della macchina del caffè nel design degli ambienti del bar, come simbolo di attenzione alla cura del dettaglio e motore di convivialità e ritualità

La Milano Design Week è stata l’occasione per incontri interessanti mirati ad approfondire il connubio che si crea tra il design e ogni altra attività in grado di scandire la vita quotidiana. Tra questi un live talk svoltosi presso il Faema Flagship Store, format ibrido e immersivo, un salotto dove il caffè diventa motore di connessioni inaspettate e di contaminazioni creative tra design, musica e cultura contemporanea.
 

In collaborazione con ISA S.p.A. e moderato dal coffee expert Gianni Tratzi con Andrea Fisac, MKT Manager Spazio Isa Academy, il dialogo si è incentrato su come design, innovazione e visione condivisa possano contribuire a ridefinire il ruolo dello spazio bar contemporaneo, trasformandolo in un luogo di relazione, identità ed esperienza perché nella progettazione ogni elemento contribuisce alla costruzione di un’esperienza in costante evoluzione, capace di andare oltre la semplice funzione per generare connessioni autentiche. 

In un contesto in cui il banco bar viene concepito come elemento architettonico e narrativo, tecnologia, materiali e proporzioni concorrono a definire una nuova idea di centralità. In questo contesto, la macchina da caffè non è più un oggetto isolato, ma parte integrante di un sistema coerente, in dialogo con l’arredo.  

È una nuova concezione dell’hospitality: estetica e funzionalità si intrecciano in modo naturale e il progetto diventa strumento per valorizzare i gesti quotidiani, il tempo della pausa e la dimensione conviviale. 

Andrea Fisac ha spiegato come l’affinità tra il mondo del caffè e quello del bar possa comunicare attraverso la modularità del servizio e sia possibile creare lo spazio perfetto per l'operatore, il barista, con un allestimento creato allo scopo di riunire refrigerazione e corner di tendenza, dove acciaio e colori personalizzano le strutture, funzionalità e impatto scenico convivono per realizzare atmosfera e personalizzazione. “L’hospitality – ha affermato Fisac - è il giusto equilibrio tra performance e design, è la strategia che fa che un locale sia leggibile; la macchina da caffè è una macchina che deve essere perfettamente funzionante e prevede un design ma allo stesso tempo il banco bar deve essere bello e deve essere un'identità che, in maniera logica e in maniera confortevole, rappresenta quello che è il proprietario del locale e il modo in cui vuole ospitare”.

L’arte del caffè tra design e convivialità

Lo spazio, dunque, deve essere anche una macchina perfettamente funzionante ed è essenziale che sia altamente personalizzabile, che possa rappresentare i bisogni del cliente inteso come professionista che lo deve usare tutti i giorni, ma in più, afferma Andrea Fisac: “Che preveda tutta una serie di performance e di ergonomia, cioè bisogna lavorare sul concetto che per realizzare un locale occorre una progettazione studiata avendo ben chiaro il fine. Progettare un ambiente e alla fine del lavoro decidere quale macchina del caffè inserire non è utile allo scopo. Occorre avere ben chiara la destinazione d’uso perché la macchina del caffè oltre ad essere il business principale per il fatturato del locale possa diventa anche l'elemento principe d'arredo all'interno del locale. Quindi nella scelta del prodotto è importante che si tenga presente, per esempio, la diversità d'utilizzo di un locale e di conseguenza come cambiano i flussi, come cambia l'atmosfera, come cambiano i momenti di consumo. Occorre lavorare sulla capacità di ascoltare la visione di chi commissiona prima ancora di definire l'estetica, le sedute, il bancone”.

Un esempio illuminante è stato quello di DAV a Cantalupa, bistrot elegante e casual dining della famiglia Cerea, dove è stata realizzata una zona bistrot e quindi un luogo casual che la famiglia Cerea ha definito uno spazio dove si incontrano diverse tipologie di servizio.

In questo caso l’ascolto del cliente finale è stato fondamentale perché i Cerea tenevano fortemente a immergere l'esperienza del food all'interno del luogo dove ci si trova, composto di ampie zone vetrate e quindi, durante la degustazione del pasto, praticamente immersi nel bosco di Cantalupa. “Il luogo – ha spiegato Fisac - si è caratterizzato per un equilibrio che si svolge lungo tutti gli spazi, accompagnando tutta la zona di consumo con sedute con tavoli regolabili nelle dimensioni, con la cantina su misura a vista studiata per avere una refrigerazione che permette la conservazione sia dei vini bianchi che dei vini rossi. Un tipo di locale dove nella parte sinistra c’è tutta una zona dedicata al vino, nella parte centrale una zona forno e uno show grill, e tutto è circondato da tavoli modulari che a seconda delle occasioni possono fungere da catering e si possono comporre fino ad arrivare a una sola tavolata lunga”. 

L'American Bar di DAV bistrot è un bancone bar caratterizzato per sfruttare al massimo le dimensioni, quindi volutamente curvo, in modo che anche se gli ospiti sono seduti nello stesso banco, la curvatura crea micro spazi, guadagnando inoltre posti.  

“Perché  - afferma Andrea Fisac - c'è il cliente che vuole sedersi nella zona tavola tranquillamente ed essere servito; c’è chi vuole sperimentare invece, nella zona show grill, come vengono preparate le carni; chi vuole semplicemente gustarsi un caffè o un drink nella zona banco bar”. Interpretare è azione indispensabile, il caffè al centro, ma la personalizzazione e il design diventano secondo questo concetto strumenti e fini per creare armonia ed equilibrio. 

a cura di

Marina Caccialanza

Milanese, un passato come traduttrice, un presente come giornalista esperta di food&beverage e autrice di libri di gastronomia.
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