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Le azioni di prevenzione nei luoghi di lavoro secondo l’INAL

07/05/2020

Le azioni di prevenzione nei luoghi di lavoro secondo l’INAL

Gli
strascichi della “fase uno”, non ancora del tutto superata, si accavallano con
l’inizio della “fase due”, in cui i veri congiunti sono mascherine e guanti,
ormai come appendici dei nostri corpi, che finiscono nel vuoto di una distanza
sociale diventata ormai insostenibile ai più. La riapertura delle attività è
parziale, lenta e graduale, per garantire un equilibrio tra contenimento del
virus e ripresa economica. Tanti i dubbi e le perplessità, di certo ci vorrà
tempo per ritornare alla normalità e al pieno regime delle attività, con la
consapevolezza che il rischio zero non esiste, pur mettendo in pratica tutte le
attività per tenere sotto controllo la contaminazione. Essendo un virus che si
trasmette per via aerea è difficile da monitorare e comporta una diffusione
molto ampia.

I gestori dei locali, e tutto il comparto food, si stanno industriando in ogni
modo: sanificazione dei locali e degli oggetti ed utensili da cucina,
periodica, o addirittura quotidiana, per diminuire il rischio di
contaminazione, utilizzo di dispositivi di protezione individuale, mascherine,
camici e guanti monouso, sovrascarpe, acquisto di termoscanner per la
misurazione della temperatura, e chi più ne ha più ne metta.  

Secondo quanto previsto dal documento prodotto dall’INAIL datato aprile 2020,  per prevenire il rischio di infezione SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro, c’è la necessità di adottare una serie di azioni che vengono classificate in:

• Misure organizzative, e quindi gestione
degli spazi di lavoro, ottimizzando i percorsi e la compresenza in luoghi
in modo da poter garantire la distanza fisica tra i lavoratori, e dell’orario
di lavoro, migliorando la distribuzione dei turni lavorativi per
minimizzare le presenze contemporanee;

• Misure di prevenzione e protezione,
attraverso informazione e formazione, ai fini di rendere partecipi
i lavoratori ai rischi derivati dal virus, indicando e spiegando le procedure
idonee per la mitigazione del rischio. Questo punto del documento comprende
anche le misure igieniche e di sanificazione degli ambienti:
lavarsi le mani, non toccarsi naso e bocca con le mani, tossire e starnutire in
un fazzoletto usa e getta o nella piega del gomito, indossare camici monouso,
indossare le sovrascarpe, lavare le superfici con soluzioni idroalcoliche o al
cloro. Utilizzare altri sistemi di sanificazione a base di fenolo o con raggi
UV. Utilizzo di mascherine e dispositivi di protezione individuali (DPI) per le
vie respiratorie: indossare mascherine monouso. Sorveglianza sanitaria: 
tenersi in contatto con il proprio medico di base o, se disponibile, con il
medico competente

• Misure
specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici
 controllando
la temperatura quotidianamente

Attenersi a
queste linee guida è fondamentale in un momento in cui i dati dei contagi sono
in decrescita. Tutti abbiamo il desiderio di ritornare nelle pizzerie, nei
ristoranti e trattorie, ricordando che i presupposti per andare a cena
fuori dovrebbero essere, ancor prima del buon cibo, una predisposizione e una
tranquillità d’animo, che al momento sono messe in discussione da un clima di
incertezze, e da un contesto labile e contradditorio a livello politico,
scientifico ed economico, in cui ci troviamo, nostro malgrado, da più di due
mesi. Questa emergenza ha compromesso il benessere sociale su più livelli, c’è
bisogno del giusto tempo per riorganizzare tutto da un’altra prospettiva. Si fa
fatica, si, a metabolizzare questa nuova realtà su cui doversi modellare, ma è
di certo l’unica strada possibile, assieme a quella dell’ottimismo e della
speranza.



Francesca Marino

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