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L'Italia lontana e solidale

10/04/2020

L'Italia lontana e solidale

In questi giorni anche gli italiani all'estero stanno
seguendo con apprensione la situazione di casa nostra.

Ci sono i cuochi del gruppo GVCI (Gruppo Virtuale
Cuochi Italiani) che, nelle chat di gruppo, si scambiano continui messaggi per
tenersi aggiornati sulle condizioni dei rispettivi Paesi di residenza, che
chiedono notizie a chi è in Italia, che si preoccupano per il futuro del
settore, provando a immaginare scenari di ripresa. Ci sono, anche, alcuni,
meritevoli della massima stima, rientrati per cucinare negli ospedali più
colpiti, per supportare le brigate stremate da settimane di lavoro magari a
ranghi ridotti anche per causa delle quarantene.

Tra gli spunti colti segnaliamo l'appello di Donato De
Santis
, uno dei membri più rappresentativi del gruppo. De Santis è un cuoco
molto celebre in tutto il Sud America, vive e lavora in Argentina, è Masterchef
per l'edizione locale della trasmissione, ha milioni di follower sui Social
Network.

La sua proposta è indirizzata a tutti gli italiani, di
passaporto o dna, residenti all'estero, si parla di quasi 80 milioni di
persone.

Ripresa anche dal blog “raizitaliane” l'idea è che
gli italiani vadano alla ricerca delle proprie radici, le riscoprano, le
promuovano; per ora, che non si sa finché si dovrà restare in casa senza poter
viaggiare, studiandole, mangiando prodotti italiani; in futuro, speriamo il più
prossimo possibile, tornando in Italia, ma proprio ciascuno nel proprio borgo
di origine.

L'idea, lodevole e intelligente, è un contributo alla nostra
economia, a quella importante del turismo che nei prossimi mesi soffrirà
proprio della mancanza dei tanti stranieri che abitualmente affollano il nostro
Paese.

Per un po' non verranno, anche a emergenza conclusa, ci
vorrà tempo per superare diffidenza e psicosi, allora, dice Donato De Santis,
ci pensino gli italiani di fuori ad aiutare gli italiani.

Aldo Palaoro

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