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Oli dedicati, un'innovazione di servizio

31/05/2022

Si possono immaginare oli dedicati a specifici gruppi di alimenti?

L’olio per la carne, per esempio. Oppure, l’olio per il pesce. Alla domanda, alquanto legittima, la risposta è “sì, certo: è possibile”.
Anche se, a dire il vero, per molti anni c’è chi ha pensato di utilizzare l’olio extra vergine di oliva al pari di un olio da seme, versando le medesime quantità, salvo poi scoprire, a piatto finito, risultati non del tutto soddisfacenti, o addirittura squilibrati. Pensate per esempio a un olio da olive Coratina, dalle note amare e piccanti marcate: sovrasta, se non lo si sa come utilizzarlo. L’olio extra vergine va ogni volta interpretato, ciascuna bottiglia in commercio ha il suo carattere distintivo, una propria personalità che varia in funzione dei profumi e degli aromi, nonché delle sensazioni tattili e gustative.

Allora la domanda da porsi è la seguente: è tecnicamente possibile immaginare un olio extra vergine di oliva pensato per essere utilizzato senza sbagliare? La risposta è “sì”. C’è chi sa realizzare oli adatti a vari utilizzi e si adopera per venire in soccorso di quanti, siano essi chef professionisti o amatoriali, non hanno ancora acquisito la necessaria confidenza con il prodotto, oppure non hanno il tempo di approfondire. Per questo, pensare a una facilitazione nella scelta e selezione di un extra vergine aiuta gli indecisi o i più timorosi.

Così, tra le innovazioni di prodotto dobbiamo considerare anche le innovazioni di servizio. Il caso della gamma degli oli extra vergini di oliva I Dedicati, dell’azienda Olitalia, è un esempio emblematico di come si possa essere utili fornendo indicazioni precise e inequivocabili. Sono cinque in tutto gli extra vergini rientranti nella linea I Dedicati. In base ai vari blend realizzati, sono destinati ciascuno di essi a verdure, carne, pesce, pasta e pizza. Ovviamente i blend realizzati a questo scopo sono soluzioni generaliste, pensate per impieghi ad ampia prospettiva, anche perché ci sono comunque ulteriori distinzioni da fare (tra carni bianche, rosse, nere, ecc.). I Dedicati, tuttavia, offrono una indicazione di massima che permette di intuire una destinazione d’uso certa in quanto la più adatta allo scopo.  Questa intuizione è decisamente innovativa e rivoluzionaria. Proprio come tutto ciò che innova, apre a nuovi approcci e favorisce nel contempo nuova una più efficace comprensione degli extra vergini.

Di questa proposta ho molto apprezzato il coinvolgimento di Jre, l’associazione Jeunes restaurateurs, realtà che riunisce a sé i più giovani e bravi artefici dell’alta gastronomia. Gli chef sono stati i co-protagonisti delle selezioni dedicate; e ritengo che questa collaborazione sia come tale molto importante, perché un prodotto che nasce da un dialogo tra le parti è sempre un lavoro ben fatto. Gli chef hanno potuto degustare i differenti oli dai quali partire, potendo così confrontarsi tra loro ed effettuare le prove necessarie per verificare le risultanze dei vari blend di extra vergini sui vari alimenti.

Il risultato è nella selezione delle differenti tipologie di oli confluite nella linea dei Dedicati.  Per chiudere, una esortazione: non leggete questa operazione come una iniziativa di marketing. Non è così: è una pura innovazione di servizio. Rappresenta un decisivo passo in avanti rispetto al vuoto di conoscenze in materia di oli che ha finora imperversato nelle cucine professionali e domestiche. Nessuno si senta offeso: la formazione avviene anche a partire da queste illuminate intuizioni.

 

Luigi Caricato

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