Cerca

Premi INVIO per cercare o ESC per uscire

L’olio e i sensi

15/01/2026

L’olio e i sensi

Sensoriale è il tema della 15° edizione di Olio Officina Festival, perché l’olio è materia viva, è esplorazione e percezione, è cultura e coinvolge tutti i sensi e diventa esperienza condivisa

L’olio e i sensi

Dal 22 al 24 gennaio 2026 Olio Officina Festival torna a Milano dopo l’edizione genovese dello scorso anno quando il tema fu “l’olio e il mare”.

Torna in una nuova sede – il Centro Congressi Mantovani Furioli di Rho – per accogliere i visitatori con spazi e ambientazione nuova, atmosfera coinvolgente e nuove proposte. 

Sensoriale” il tema, da esplorare e vivere pienamente con tutti i sensi perché l’olio non è solo un alimento, non è un prodotto qualunque, ma un elemento prezioso che avvolge e coinvolge chi lo assapora, da leggere con tutti e cinque i sensi.

Olio Officina_credits@Designed by Freepik_freepik.comOlio Officina_credits@Designed by Freepik_freepik.com

Colori, profumi, sapori, consistenze e aromi

Le sensazioni che l’olio suscita sono infinite, così come infinite sono le sue sfumature, le sue peculiarità organolettiche e qualitative: è un alimento complesso, frutto di ogni territorio che lo genera e della capacità dell’uomo di gestirne le potenzialità attraverso conoscenza, capacità e tecnologia. Innovazione tecnologica e metodi moderni di coltivazione e produzione, infatti, sono valido supporto e opportunità da utilizzare e dosare con criterio, come sottolinea Luigi Caricato, ideatore di Olio Officina Festival, scrittore giornalista e oleologo illuminato, che ben conosce il comparto. Tanto che per questa edizione ha realizzato un palinsesto di eventi articolato che punta ad approfondire il tema con competenza e visione aperta. 

Degustazioni guidate, masterclass, laboratori sensoriali e tanti incontri accompagneranno il visitatore in un percorso di approfondimento dove la divulgazione è il fil rouge, lo strumento per capire e conoscere, per apprezzare e fruire di questo straordinario dono della natura che l’uomo ha così bene saputo interpretare.

La kermesse si apre giovedì 22 gennaio con l'inaugurazione e lo spettacolo teatrale "Boccascena. Nel piccolo teatro del sapore" della regista e attrice Lorena Nocera, ispirato alle opere sulla sensorialità e sul linguaggio dei sensi di Rosalia Cavalieri. 

Nei giorni di venerdì 23 e sabato 24 gennaio il programma comprenderà l'intervento di ospiti di primo piano spaziando dai talk con produttori ed esperti sulle tematiche più attuali del comparto oleario, al design con il debutto del nuovo progetto “Olio & design: anima mediterranea”, incentrato sui materiali per le bottiglie, alla presentazione di libri ed espressioni artistiche oliocentriche. 

Luigi Caricato -credits olioofficinaLuigi Caricato -credits olioofficina
L’olio e i sensi

Dibattiti e tematiche

Olio officina Festival vuole anche affrontare argomenti profondamente legati al settore che Luigi Caricato definisce “aspetti legislativi e burocratici che davvero sembrano voler imbrigliare il mondo dell'olio”.

Riflessioni che scaturiscono dall’osservazione di un atteggiamento, a suo dire, miope da parte delle istituzioni che limitano la produzione e la promozione del prodotto. 

Il dibattito si focalizza soprattutto sulla descrizione consentita in etichetta che rende le oltre 500 cultivar italiane indistinguibili l'una dall'altra. Un caso di "deprivazione informativa" che nasconde ai consumatori l'incredibile ricchezza varietale dell'olio italiano.
Luigi Caricato ritiene che il panel test obbligatorio soltanto per l'olio raffiguri una grave discriminante merceologica. I panel test, strumenti di marketing o di valutazione interna, per l'olio extra vergine di oliva si configurano come strumento punitivo, pena la dichiarazione di fraudolenza e il ritiro dal commercio se il prodotto non rientra in parametri sensoriali mai pienamente oggettivi. La legislazione, infatti, riduce a sole tre parole - fruttato, amaro, piccante - la descrizione in etichetta degli oli ma, afferma Caricato: “E’ oggettivamente impossibile circoscrivere le sfumature degli oli in soli tre aggettivi. Come può il consumatore percepire le differenze tra un olio e un altro, considerando che in Italia gli olivigni censiti – ovvero le cultivar, le varietà di olivi - sono od oggi 538?”.

Contrariamente ad ogni altro prodotto alimentare che può dichiarare ampie descrizioni in confezione, questo non si può fare per l’olio di oliva.
“Non si può descrivere il profilo sensoriale. Eppure, in ogni bottiglia d’olio si possono cogliere, a seconda del luogo di coltivazione, tanti differenti sentori: mela, pomodoro, mandorla, carciofo e via elencando".
È un appello quello che Luigi Caricato lancia, un richiamo alle istituzioni, e intende affrontare al Festival questo tema scottante quanto importante auspicando un nuovo registro a partire dalla formazione. 
 

Appuntamento a Rho, dal 22 al 24 gennaio prossimi, con Olio Officina Festival per imparare a conoscere e apprezzare tutto, ma proprio tutto, sull’olio: eccellenza made in Italy, pregiato regalo della natura, espressione di territorio e cultura, un dono da non sprecare.

a cura di

Marina Caccialanza

Milanese, un passato come traduttrice, un presente come giornalista esperta di food&beverage e autrice di libri di gastronomia.
Condividi