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Malinda Russell: pioniera della cucina

28/01/2026

Malinda Russell: pioniera della cucina

La prima autrice afroamericana di un libro di cucina, cresciuta tra le tensioni razziali e le sfide nell’America del primo ‘800

All’inizio dell’800, lo stato americano del Tennessee stava attraversando profondi cambiamenti sociali. La regione era segnata da forti tensioni razziali, alimentate dall’approvazione di leggi sempre più restrittive nei confronti delle persone nere. Allo stesso tempo, specie nella zona più orientale della regione, si stava sviluppando un’intensa attività abolizionista, molto all’avanguardia per il tempo. In particolare, nella contea di Greene, dal 1815 operava un’associazione impegnata nella liberazione legale delle persone schiavizzate, e a partire dal 1820 si iniziò a pubblicare The Emancipator, uno dei primi giornali apertamente contrari alla schiavitù. In questo clima contraddittorio nacquero anche società che promuovevano l’emigrazione degli afroamericani liberi verso la Liberia, paese dell’africa occidentale fondato nel 1822 con l’obiettivo dichiarato di offrire una “patria” ai neri emancipati. Tra il 1830 e il 1860 circa 700 afroamericani lasciarono il Tennessee per l’Africa grazie a queste iniziative.


In questo contesto, probabilmente intorno al 1812, nacque Malinda Russell. Della sua vita si hanno poche certezze frammentarie, ma si pensa che provenisse da una famiglia nera libera e che ricevette un’istruzione, un traguardo raro per una donna afroamericana dell’epoca. Stando agli scritti della stessa Russell, a soli diciannove anni decise di partire per seguire il progetto liberiano, ma il viaggio si interruppe a causa di una rapina che la lasciò senza risorse. Costretta a fermarsi in Virginia, trovò impiego come domestica e infermiera; qui incontrò la sua mentore culinaria, Fanny Steward, che le trasmise l’amore per la cucina e le basi delle preparazioni domestiche, facendole conoscere testi di riferimento dell’epoca come The Virginia Housewife di Mary Randolph. Nel corso degli anni Quaranta, Russell riuscì a rientrare in Tennessee, dove poté contare su una rete familiare e lavorativa più stabile. La sua vita rimase tuttavia segnata da violenze razziali e molti lavori saltuari, interrotti da alcuni momenti di indipendenza imprenditoriale, tra cui la gestione di una pasticceria. Nel 1864 lasciò definitivamente il Sud e si stabilì a Paw Paw, nel Michigan dove, due anni più tardi, pubblicò A Domestic Cook Book, il primo libro di cucina scritto da una donna afroamericana.

Malinda Russell: pioniera della cucina

Il libro di Russell non è solo una raccolta di ricette, ma un piccolo manuale di sole 39 pagine sulla vita in cucina di quegli anni. Contiene dolci elaborati, piatti principali equilibrati e rimedi casalinghi, combinando tecniche europee con ingredienti locali. I dolci rivelano il vero talento di Russell, mentre le preparazioni salate mostrano cura ed equilibrio di sapori. Il libro documenta una cucina afroamericana sofisticata, ben lontana dallo stereotipo del Soul Food considerato esclusivamente cucina povera e godereccia. Forse Malinda Russell non sarà mai famosa come altre cuoche americane del passato, ma la sua figura è così importante da essere stata citata anche in The Cooking Gene di Michael Twitty, memoir pluripremiato che esplora le radici della cucina afroamericana. Una menzione che conferma come, con il suo piccolo libro, Russell abbia lasciato una testimonianza unica di abilità, creatività e resilienza in cucina.

Malinda Russell: pioniera della cucina
a cura di

Federico Panetta

Varesotto di origine, è come una biglia nel flipper dell'enogastronomia. Dopo la formazione alberghiera lavora in cucina e si laurea in Scienze Gastronomiche presso l’Università di Parma. Oggi si occupa di comunicazione gastronomica collaborando con diverse riviste di settore.
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