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Milano come Barcelona, è possibile?

24/03/2013

Milano come Barcelona, è possibile?
Nei giorni scorsi in uno dei 26 mercati comunali coperti di Milano, quello sito in via Montegani, si è tenuto un evento insolito, una sorta di prova generale di quello che potrebbe accadere se venissero introdotte due semplici regole: somministrazione ed orario prolungato.

Piccolo passo indietro per capire il problema. I mercati comunale coperti nascono a Milano negli anni '60, antesignani della distribuzione organizzata, presidi di quartiere in una città che si muoveva ancora prevalentemente a piedi e dove la spesa si faceva tutti i giorni. Da allora, purtroppo, una politica disattenta, ha avuto come conseguenza che gli edifici, in alcuni casi anche interessanti dal punto di vista architettonico, risultassero trascurati, al limite del fatiscente. Inoltre i regolamenti, invariati anch'essi da lustri, fissano aperture e chiusure in orari ormai poco funzionali al ritmo attuale e mancano di quella norma che permette di mangiare in loco che in diverse città europee rende questi luoghi molto frequentati e addirittura meta turistica, basti pensare alla Boqueria di Barcelona o al Nashmarkt di Vienna. Il destino era segnato, si pensava di chiuderli e recuperare un po' di di cubatura, come se già non si stesse costruendo troppo.

L'amministrazione Pisapia, nella persona dell'Assessore competente, Franco D'Alfonso, ha invertito la rotta, decidendo di ripensarne uso e funzione, avviando, così, un'azione di recupero e rivalutazione che passerà attraverso nuove idee e progetti dei quali si vedrà nel tempo l'efficacia. Nel frattempo registriamo con favore una serie di iniziative che hanno il sapore della prova per testare il gradimento dei cittadini e l'adattamento dei commercianti.

Una di queste è in corso in uno dei mercati più periferici all'angolo tra via Montegani e Neera, quasi al capolinea delle linee tranviarie 3 e 15. Su proposta dell'Associazione Temporiuso, associazione culturale per la promozione di progetti di riuso temporaneo di spazi in abbandono, e degli studenti DAStU del Politecnico di Milano, il 20 marzo ha avuto luogo il primo episodio di REVOLVE, una serie di 5 pranzi pubblici da tenersi al mercato intervenendo sia sul piano architettonico ed estetico, sia sul piano dell'offerta gastronomica.

L'obiettivo, sostenuto e condiviso dagli assessorati al decentramento (Ass. Benelli) e al commercio (Ass. D'Alfonso), è di favorire il rilancio dei mercati comunali come luogo di socialità e cultura, restituirli, da qui il nome Revolve, alla fruizione quotidiana, quale luogo e momento aggregativo per un intero quartiere. Il risultato è elettrizzante con decine di persone all'assalto dei negozianti che al tempo stesso sono somministratori e ospiti, giovani e meno giovani che si siedono allo stesso desco, realizzato con materiali di recupero, è dialogano, rappresentando una città inclusiva, concreta, vivibile.

Insomma Milano può essere come Barcelona e come Vienna, basta solo volerlo, basta avere uno sguardo aperto e senza condizionamenti, basta capire che attraverso il cibo in luogo accogliente una comunità può ritrovarsi e vivere meglio.

 

Aldo Palaoro