La prima è già in lavorazione, insieme al team di con SlowFood, e includerà realtà del terzo settore che stanno facendo questo tipo di esperienza”.
Qualche ‘segreto’ del come è stato possibile far funzionare un ristorante così particolare lo rivela la responsabile di sala Elena Severini: “Può sembrare scontato ma l’inclusione è quotidiana ed è il modello che adottiamo. Ogni sera prima del servizio facciamo una piccola assemblea e ci dividiamo i tavoli attraverso un’estrazione, con dei piccoli biglietti che vengono pescati da ognuno. Un gesto semplice che da un lato garantisce l’equità nella distribuzione del lavoro e dall’altro rafforza lo spirito di squadra. Ogni mese poi ci fermiamo facendo incontri guidati da una psicologa, analizzando le dinamiche di gruppo con l’obiettivo di trasformare le difficoltà in occasioni di crescita”.