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Piemonte, una sorpresa…anzi, cinque

14/04/2026

Piemonte, una sorpresa…anzi, cinque
foto di copertina tratta da www.fondazionebiellezza.it

Un contesto naturale unico, 5 valli affascinanti e ognuna con le sue peculiarità, esperienze gastronomiche caratteristiche e appaganti: siamo in Piemonte

Dicono che qui ci sia l’acqua più leggera d’Italia e che birre artigianali e vini siano tra i più apprezzabili. Ma anche i piatti tipici e i dolci sono prelibati, conservano la tipicità dei luoghi e sono fonte di ispirazione per le nuove generazioni di chef. Il Piemonte Biellese riserva sorprese piacevoli e offre a chi lo esplora la sua accoglienza calorosa e sapori autentici.

Il territorio, promosso da ATL Terre dell’Alto Piemonte e Fondazione Biellezza, è ricco di storia, e viene valorizzato come destinazione da scoprire e da visitare per la sua natura, per il buon vivere che trasmette. 

La sua anima autentica si riflette nelle peculiarità delle 5 valli – Canavese, Valle di Lanzo, val Maira, Valsesia e Alpi Biellesi - che ne compongono la trama tra borghi da scoprire, castelli e chiese, il verde dei prati e le montagne boscose, il blu dei laghi e il cielo limpido. Una natura quasi incontaminata che da Torino alla valle d’Aosta offre tesori storici, artistici ed eno-gastronomici; un territorio dove si alternano campi coltivati e piccole industrie, boschi e vigneti, corsi d’acqua limpidi.

Il progetto di promozione del territorio vede, infatti, riuniti i rappresentanti dei consorzi delle 5 valli che, formando una squadra coesa, puntano a diffondere la qualità delle loro proposte e portare al pubblico quello che la montagna piemontese oggi offre. 

Molte cose li uniscono: l’escursionismo, la cultura e l’enogastronomia. Tanti i prodotti tipici che compongono la ricchezza culinaria del territorio, dal burro delle Alpi della Val Maira al riso della Valsesia, dal vino - come l'Erbaluce del Canavese - alla toma, formaggio tipico della Valle di Lanzo o la paletta del Biellese, un salume speciale. 

foto tratta da www.fondazionebiellezza.itfoto tratta da www.fondazionebiellezza.it

 

Storie e specialità

Una peculiarità quasi inattesa che nasconde una storia particolare è l’acciuga della Val Maira. No, non viene pescata sul posto…eppure ne è specialità unica. Le acciughe, si sa, sono un prodotto particolarmente apprezzato in Piemonte: alla base di uno dei piatti tipici più famosi, la bagna cauda. Eppure la sua storia è particolare: viene da un mestiere, l’acciugaio. Gli abitanti della Val Maira, specialmente dal comune di Celle di Macra, nell’ottocento in inverno, quando c’era poco lavoro e quindi poco pane, usavano scendere in Liguria per commerciare in sale. È allora che si rendono conto che commerciando le acciughe si guadagna di più e unendo le due cose cominciano a trasportare le acciughe nei barili di sale, a dorso di asino, dalla Liguria fino alla Val Maira, poi nel Cuneese, per tutto il Piemonte e fino alla Lombardia. Oggi le acciughe sono una specialità e un mercato insolito ma rinomato, uno degli ingredienti chiave di tanti piatti tipici piemontesi. 

Tra i prodotti caratteristici del territorio il paté di cinghiale o di selvaggina richiama i gusti della montagna, spalmato su pane casereccio realizzato con farine autoctone e accompagnato da liquore di erbe costituisce una vera specialità. 

In un territorio dove si vive la montagna vera, pura, dove non ci sono impianti di risalita e le ciaspole e la camminata ne sono l’essenza, il buon cibo è il contorno ideale. 

Così come il vino, per esempio il bianco Erbaluce di Caluso, tesoro del Canavese, dall’omonimo vitigno autoctono, vinificato fermo, spumante e passito. Le sue radici affondano in terreni dalla consistenza geologica complessa, frutto del Ghiacciaio Balteo: un vino per tutte le occasioni.

Perché i prodotti sono lo specchio delle valli, e un prodotto agroalimentare che si trasforma in un piatto o in una bevanda racconta la storia del territorio. Uno di questi è la Toma di Lanzo, formaggio vaccino più o meno stagionato, prodotto dal latte di vacche che vivono in alpeggio brucando erba, e ne trasferiscono profumi e sapori. 

Piemonte, una sorpresa…anzi, cinque
Piemonte, una sorpresa…anzi, cinque
Piemonte, una sorpresa…anzi, cinque

E come non citare i grissini, icona piemontese che nasce dalla baguette francese giunta sul posto attraverso la val Susa. Si racconta che in periodo di carestia, nel 1500, non c'era più farina e la baguette di conseguenza diventava sempre più stretta, più lunga e più stretta, più lunga e più stretta finché si stirava diventando il grissino stirato che è rimasto come prodotto da forno e che ancora oggi apprezziamo. Da accompagnare col salame di Turgia, tipico delle valli di Lanzo, fatto secondo un disciplinare che prevede circa il 60% di carne di vacca e il 40% di pancetta di maiale. Oppure con la paletta, speciale salume cotto ottenuto da spalla di maiale in salamoia aromatizzata e bollita. Un tempo tutta la carne veniva utilizzata per fare salumi, salsicce e cotechini, salvo la spalla del maiale che era ritenuta particolarmente pregiata e veniva conciata cioè lasciata in una salamoia con aromi, ginepro e sale per un certo periodo di tempo; ogni macellaio aveva la propria concia che poteva durare dalle due alle tre settimane e così via. Nel basso biellese veniva salata e messa nella vescica del maiale e poi sotto grasso; sul fondo di una olla, tipico recipiente di terracotta panciuto, si mettevano prima la paletta e sopra tutti i salumi conservati sotto grasso, per cui la paletta era l'ultima a essere consumata, e piaceva molto, era la più saporita. Da gustare calda o fredda, con la polenta, o con la mostarda.

Tra i salumi tipici, anche il Salampatata, ovvero un salame realizzato con un impasto composto al 50% di maiale e di patate, un prodotto che nasce in periodo di guerra e carestia e che rimane una specialità artigianale: da provare quello della macelleria Boetto di Pont Canavese che propone anche una speciale trota affumicata, allevata in sorgente e lavorata artigianalmente, ideale da servire su gallette multicereali.

Altra particolarità è il riso di Baraggia Biellese, una varietà coltivata tra Biella e Vercelli che si differenzia dal classico perché deriva da coltivazione asciutta che dà origine a un riso profumato e tenace in cottura. 

I rappresentanti dei consorzi raccontano le specialità del territorio.jpgI rappresentanti dei consorzi raccontano le specialità del territorio.jpg

Il dolce non può mancare e i torcetti di Lanzo e quelli del Canavese si contendono la fama, così come i canestrelli dalla tipica forma a margherita, friabili e aromatici. 

È il Piemonte, regione straordinaria che, con discrezione, conserva i suoi tesori per offrirli al visitatore tra natura, arte, storia e, come dimenticarlo, l’ineguagliabile piacere del gusto. 

a cura di

Marina Caccialanza

Milanese, un passato come traduttrice, un presente come giornalista esperta di food&beverage e autrice di libri di gastronomia.
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