Storie e specialità
Una peculiarità quasi inattesa che nasconde una storia particolare è l’acciuga della Val Maira. No, non viene pescata sul posto…eppure ne è specialità unica. Le acciughe, si sa, sono un prodotto particolarmente apprezzato in Piemonte: alla base di uno dei piatti tipici più famosi, la bagna cauda. Eppure la sua storia è particolare: viene da un mestiere, l’acciugaio. Gli abitanti della Val Maira, specialmente dal comune di Celle di Macra, nell’ottocento in inverno, quando c’era poco lavoro e quindi poco pane, usavano scendere in Liguria per commerciare in sale. È allora che si rendono conto che commerciando le acciughe si guadagna di più e unendo le due cose cominciano a trasportare le acciughe nei barili di sale, a dorso di asino, dalla Liguria fino alla Val Maira, poi nel Cuneese, per tutto il Piemonte e fino alla Lombardia. Oggi le acciughe sono una specialità e un mercato insolito ma rinomato, uno degli ingredienti chiave di tanti piatti tipici piemontesi.
Tra i prodotti caratteristici del territorio il paté di cinghiale o di selvaggina richiama i gusti della montagna, spalmato su pane casereccio realizzato con farine autoctone e accompagnato da liquore di erbe costituisce una vera specialità.
In un territorio dove si vive la montagna vera, pura, dove non ci sono impianti di risalita e le ciaspole e la camminata ne sono l’essenza, il buon cibo è il contorno ideale.
Così come il vino, per esempio il bianco Erbaluce di Caluso, tesoro del Canavese, dall’omonimo vitigno autoctono, vinificato fermo, spumante e passito. Le sue radici affondano in terreni dalla consistenza geologica complessa, frutto del Ghiacciaio Balteo: un vino per tutte le occasioni.
Perché i prodotti sono lo specchio delle valli, e un prodotto agroalimentare che si trasforma in un piatto o in una bevanda racconta la storia del territorio. Uno di questi è la Toma di Lanzo, formaggio vaccino più o meno stagionato, prodotto dal latte di vacche che vivono in alpeggio brucando erba, e ne trasferiscono profumi e sapori.