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Plin, simbolo del buono e bello da mangiare

18/09/2015

Plin, simbolo del buono e bello da mangiare
Capita a volte di aver la fortuna di partecipare ad una presentazione di un'idea interessante e di godersela due volte: la prima per il privilegio inaspettato di ascoltare, oltre ad un tema intelligente, una riflessione di Carlin Petrini per pochi intimi, la seconda per poter assaggiare degli ottimi ravioli al plin che, nel caso specifico, hanno rappresentato, e non solo metaforicamente, l'oggetto stesso del progetto.
Di che si tratta?
L'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, strumento formativo di Slow Food ha messo a punto, dopo un'estesa ricerca, un archivio digitale consultabile ed in continuo aggiornamento che riunisce, al momento, oltre 700 piatti e alimenti della tradizione italiana che sono espressione del cibo come contenuto-contenitore. Questo in sintesi Bello da mangiare. Di contenuto, di contenitore, il progetto che COMIECO (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) – in occasione dei suoi 30 anni e nell’anno di Expo Milano 2015 – presentato nei giorni scorsi all’Osteria del Treno di Milano, alla presenza di Carlo Petrini, presidente di Slow Food, Carlo Montalbetti, Direttore Generale di COMIECO, e Piercarlo Grimaldi, Rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.  Nato dall’unione della mission di Comieco – fondata sul riciclo e sulla lotta allo spreco – e quella di Slow Food e di Unisg – volta a diffondere il patrimonio alimentare italiano –, questo complesso strumento multimediale “contribuisce ad accrescere la conoscenza della nostra cultura agroalimentare partendo dalle sue origini più antiche e, per la prima volta in Italia, abbinando al contenuto il concetto di contenitore anch’esso edibile”, ha dichiarato Carlo Petrini.
Sulla base di un’approfondita ricerca bibliografica condotta sui principali testi pubblicati relativi alla gastronomia italiana, partendo da Mircea Eliade e arrivando fino a José Saramago, il database Bello da mangiare vuole essere una mappatura territoriale di uno specifico progetto gastronomico. Non solo: rappresenta anche un’inedita base di conoscenza per i professionisti dell’industria dell’imballaggio alimentare e vuole essere lo spunto per realizzare nuovi contenitori, originali e creativi, la cui forma dovrebbe fondare le proprie radici nella tradizione contadina dalla quale i diversi cibi nascono. Soffermarsi sugli aspetti ecologici e di ottimizzazione degli scarti che stanno alla base della realizzazione di contenitori naturali, inoltre, può essere il punto di arrivo interessante per chi oggi produce imballaggi industriali, ma comunque sostenibili. Un viaggio che comincia da un raviolo al Plin.

https://www.youtube.com/watch?v=5yZaDlcdWXI

Aldo Palaoro
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