Cerca

Premi INVIO per cercare o ESC per uscire

Quando la realtà è spiegata con le bugie statistiche

27/03/2013

Quando la realtà è spiegata con le bugie statistiche
Come sarà il ponte Pasquale per famiglie e ristoranti? Secondo le previsioni di CIA,la Confederazionedegli Agricoltori, i consumi a Pasqua sono stimati in calo di un 7% rispetto all’anno scorso. Uova di cioccolato e colombe avranno un calo del 10%, il tradizionale agnello subirà un calo di vendite per un 5%, meno carne in generale (-3%) e ancor meno vini e spumanti (-5%). In controtendenza, sempre secondo l’Associazione degli Agricoltori, i consumi domestici composti principalmente da farine, uova, zucchero, burro e lievito. Insomma, a vincere questa competizione alimentare sarà il “fai da te” in cucina.

Di altro parere, ovviamente, è una nota di Fipe-Confcommercio che pur non facendo riferimento a questa indagine di CIA sui dati previsionali della prossima Pasqua, peraltro sempre assai difficili da realizzare, cerca di dare una propria interpretazione lanciando un monito contro chi strumentalizza le statistiche e utilizza i numeri un po’ per illustrare una realtà a suo favore.

Pur trovandoci in una situazione di generale difficoltà economica, dove il numero di persone povere potrebbe raggiungere la soglia dei 4 milioni, rispetto al 2007 una famiglia media italiana ha speso, nel 2012, 1700 euro in meno solo in consumi. La fotografia della realtà, pur essendo drammatica, andrebbe tuttavia ponderata e scattata tenendo conto di più fattori.
Fare passare che la crisi fa ritornare gli italiani a consumare tra le mura domestiche e fa riscoprire il piacere della buona tavola mettendo tutti ai fornelli per cucinare prodotti di qualità ed eccellenze alimentari, è una lettura semplicistica, bugiarda e nemmeno giustificata dalle stesse statistiche.
La verità dei fatti è che nemmeno i consumi alimentari sono stati indenni da questa crisi. Nel periodo sopra citato si è passati da129,5 a 117 miliardi - pari a circa 9 miliardi reali spesi in meno - di consumi alimentari, con perdite nemmeno a farlo apposta vorticose di farine, cereali, uova e latte.

Ma sul versante del “fuori casa” cosa dicono i dati di settore?
In questa situazione di generale recessione i consumi extra domestici sono passati dal 2007 al 2012 da62,7 a 62,2 miliardi di euro con una contrazione reale di 440 milioni di euro. L’effetto negativo della crisi si è verificato ma con una incidenza, come è riscontrabile, assai più contenuta; in termini di tasso medio annuo i consumi alimentari domestici hanno registrato una caduta del 2%, quelli extradomestici dello 0,1%.

Qui non si tratta di piangere sui propri mali, ma trovo pure inutile ripararsi dietro a numeri che di anno in anno, di stagione in stagione, vengono strumentalmente diffusi per dare colpa a uno o all’altro senza mai entrare veramente nel vivo dei problemi. Le associazioni dovrebbero cominciare a guardare di più in faccia alla realtà e meno alle apparenze e smetterla di annebbiare i pensieri dietro ricostruiti epiteti.

 

Roberto Martinelli