Remo Camurani e Daniela Pompili approdano nell’incantato spazio del ristorante Ca’ Murani a Faenza nel 2014, dopo esperienze che hanno segnato le loro scelte professionali. Lui è venuto su con Tarcisio Raccagni da Gigiolè, lei è stata per anni protagonista in sala a La Grotta di Nerio Raccagni, sempre a Brisighella. Tarciso era un grande chef, appassionato ed esperto di cucina medievale. Nerio in sala e cantina fu fra i primi promotori della Dop dell’olio di Brisighella, oltre che di grandi vini. Mezzo secolo fa, con preveggenza, i due fratelli parlavano di stagionalità e di prodotti di filiera locale, proiettando il legame con la propria terra nell’alta ristorazione. Negli anni Settanta e Ottanta, nei ristoranti Gigiolè e La Grotta, nelle cui cucine hanno lavorato chef come Vincenzo Cammerucci, Igles Corelli, Bruno Barbieri, Paolo Teverini, hanno dato vita a un modello gastronomico e di accoglienza di riferimento nazionale che continua a dare frutti ancora oggi.
Lavorare da Gigiolè era il sogno di Remo Camurani. Mentre frequenta il corso di sala all’Istituto Alberghiero “Pellegrino Artusi” di Riolo Terme accumula esperienze di lavoro “che ti fanno le ossa”, diciotto ore al giorno per trecentomila lire al mese, senza il tempo di fermarsi a mangiare e, alla bisogna, sfacchinando sacchi da mezzo quintale. La sua passione per l’accoglienza e la sommellerie monta, invece di scemare come accadde alla maggioranza dei suoi compagni di classe, solo due dei quali, su ventidue, oggi lavorano nella ristorazione, e uno dei due è lui. Prima dei diciotto anni frequenta con successo tutti e tre i corsi da sommelier, poi arriva finalmente a prendere il diploma e punta dritto a Gigiolè, prima di partire per il servizio militare. Poi ci torna nei primi anni Novanta per vivere quella che definisce una fondamentale esperienza. Oltre a lavorare con Tarcisio frequenta Nerio, altra figura importante per la sua formazione.