Secondo l’indagine, infatti, l’attenzione alle norme igieniche è l’aspetto più importante da
valutare per il 47,4% dei consumatori, mentre a seguire ci sono il distanziamento dei tavoli (per il
35,2%), la dotazione di tavoli all’aperto (per il 34%), e l’attenzione al
numero di persone all’interno del locale (per il 20%). Ulteriore conferma
arriva dall’analisi delle principali motivazioni che inducono a non mangiare
fuori. A farla da padrone la paura del
contagio per il 66,5% e la scarsa
godibilità dell’esperienza dovuta alle rigide regole per il 41,5%. Una
larga parte degli intervistati, il 35%,
non mangia più fuori a causa dello smart working.