Ingredienti semplici che tengono insieme una comunità
Carote, pane, uova, formaggio, pepe e sale: gli ingredienti sono semplici e alla portata di un’area tradizionalmente a vocazione agricola, la quale gode della grande fertilità in una zona vulcanica. In questi terreni soffici e fertili non si sono mai avute difficoltà ad ottenere ottime carote, così come altri innumerevoli ortaggi.
La carne, fino agli anni Sessanta, era un elemento costoso che si tendeva a sostituire con ciò che era maggiormente disponibile. Con tutta probabilità sono nate così le polpette di carote che - oggi - rappresentano uno dei piatti tipici più originali del territorio.
Ad abbinarle indissolubilmente al Santo dell’amore fu la signora Ida Buono, la quale cominciò a prepararne in grandi quantità in occasione dei festeggiamenti e donò la ricetta all’associazione. Una polpetta che va incontro alla moderna sensibilità veg, ragione che spiega bene il crescente interesse attorno a questa ricetta.
Pastenaca è semplicemente la forma dialettale della parola carota (non va confusa con pastinaca), così strettamente legata a questo paese che gli abitanti venivano chiamati pastenacari. In un’area così attiva nella produzione orticola, che vanta tante eccellenze e una grande biodiversità, la spinta commerciale sul pomodoro San Marzano ha cambiato un poco il paesaggio, che resta fortunatamente un grande orto.