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San Valentino e le polpette di carote

26/01/2026

San Valentino e le polpette di carote

Una cittadina fra storia, fede e un’originale ricetta tipica

Un colore arancio vivo, croccante, particolarmente dolciastra e un po’ più grande. La carota di San Valentino Torio è stata a lungo un ortaggio importante per la cittadina dell’Agro Nocerino Sarnese, almeno fino a quando non ha preso piede la coltivazione del pomodoro San Marzano che, con la DOP, è diventato il nuovo simbolo dell’agricoltura locale.

La sua presenza non si è dissolta tra le pieghe del tempo, ma si è affiancata alla devozione verso San Valentino, le cui spoglie sono oggetto di culto nella Chiesa di San Giacomo Maggiore Apostolo. Infatti, dal 1982, l’Azione Cattolica organizza - in occasione dei festeggiamenti del santo patrono – la Sagra d’a purpetta e pastenaca.

Ingredienti semplici che tengono insieme una comunità

Carote, pane, uova, formaggio, pepe e sale: gli ingredienti sono semplici e alla portata di un’area tradizionalmente a vocazione agricola, la quale gode della grande fertilità in una zona vulcanica. In questi terreni soffici e fertili non si sono mai avute difficoltà ad ottenere ottime carote, così come altri innumerevoli ortaggi.

La carne, fino agli anni Sessanta, era un elemento costoso che si tendeva a sostituire con ciò che era maggiormente disponibile. Con tutta probabilità sono nate così le polpette di carote che - oggi - rappresentano uno dei piatti tipici più originali del territorio.

Ad abbinarle indissolubilmente al Santo dell’amore fu la signora Ida Buono, la quale cominciò a prepararne in grandi quantità in occasione dei festeggiamenti e donò la ricetta all’associazione. Una polpetta che va incontro alla moderna sensibilità veg, ragione che spiega bene il crescente interesse attorno a questa ricetta.

Pastenaca è semplicemente la forma dialettale della parola carota (non va confusa con pastinaca), così strettamente legata a questo paese che gli abitanti venivano chiamati pastenacari. In un’area così attiva nella produzione orticola, che vanta tante eccellenze e una grande biodiversità, la spinta commerciale sul pomodoro San Marzano ha cambiato un poco il paesaggio, che resta fortunatamente un grande orto.

Carote e polpetteCarote e polpette

“Sin da quando ero bambina ho partecipato, anche con i miei genitori, alla preparazione della sagra. Era ed è un rito collettivo, seppure gli strumenti oggi abbiano certamente semplificato alcuni passaggi. Tra i ricordi più divertenti c’è quello in cui osservavo i grandi strizzare le carote bollite, ancora caldissime, nelle lenzuola. Le strizzavano così forte, prima che si raffreddassero, che erano divertenti. In effetti, da grande ho compreso che un eccesso d’acqua è nemica di una polpetta a regola d’arte. Per non parlare della mollica di pane, la sbriciolavamo a mano con largo anticipo, diventava quasi un pangrattato”, racconta Valentina Vergati, vicepresidente della Pro Loco San Valentino e volontaria dell’Azione Cattolica.

San Valentino Torio: la città dell’amore e degli eventi

Città dell’amore, ma non solo. San Valentino Torio è vivace, grazie ad una comunità che è felice di accogliere e contribuisce ai tanti eventi che la caratterizzano. Qui è sentito il rito dell’Infiorata, così come quello del Carnevale ed in occasione della scorsa edizione della Sagra d’a purpetta e pastenaca sono state preparate oltre 30 mila polpette di carote.

Giunta alla sua 43 esima edizione, l’iniziativa nacque per sostenere un progetto solidale in Tanzania voluto dalla missionaria Marilina Landolfi e continua – ogni anno – a contribuire alla realizzazione di pozzi e infrastrutture in quest’angolo d’Africa.

Come se non bastasse, in onore di San Valentino prete e martire, la kermesse Saint Valentine in love veste il centro storico di installazioni, luci, street food e iniziative pensate per gli innamorati e per chi desidera celebrare l’amore. Nuove idee, ma anche tanta storia, grazie al Corteo del maritaggio. Una sorta di corteo nuziale che mette in piedi una vera e propria rievocazione storica.

L’assaggio della polpetta resta l’attrazione più forte e golosa, ma non è da meno – per chi è ancora in cerca dell’amore – l’opportunità di suonare la campana nella cappella di San Valentino. Per 3 volte, rimettendosi al santo che ormai è sinonimo d’amore.

Marilina LandolfiMarilina Landolfi

Come si preparano le polpette di San Valentino

Ingredienti 

1 kg di carote

500 g di pane con molta mollica (tipo cafone napoletano)

3/5 uova (in base alla consistenza dell’impasto, ovvero alla quantità d’acqua presente nelle carote)

formaggio Pecorino grattugiato

sale e pepe nero
 

Lessare le carote il giorno prima, lasciar sgocciolare completamente l’acqua e farle asciugare. Tagliuzzarle finemente, una parte meno per dare un po’ di consistenza al morso. Preparare l’impasto mescolando alle carote la mollica di pane (anch’essa sminuzzata), le uova, il formaggio grattugiato, il sale ed il pepe. In genere, se di gradimento, è bene abbondare con il pepe per bilanciare la dolcezza delle carote. Amalgamare tutti gli ingredienti per ottenere un impasto omogeneo, poi formare delle palline. Infine, friggerle in abbondante olio.

a cura di

Antonella Petitti

Giornalista, autrice e sommelier. Collabora con diverse testate, tra radio, web e carta stampata. Ama declinare la sua passione per il cibo e i viaggi senza dimenticare la sostenibilità. Sempre più “foodtrotter” è convinta che non v’è cibo senza territorio e viceversa.

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