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Sapori digitali

26/05/2026

Sapori digitali

Tra privazione e presenza continua, due cibi iconici dei videogiochi raccontano modi opposti di desiderare ciò che vediamo sullo schermo

Nei forum e nelle community online dedicate ai videogiochi esiste una domanda che ricorre spesso e con una certa regolarità: quali cibi virtuali vorresti provare nella vita reale? Tra risposte sognanti e classifiche personali vengono citati sempre molti piatti, ma due di questi sono i più desiderati in assoluto: lo Sweet roll e la Portal Cake. Per capire come mai questi due cibi siano diventati così amati,  bisogna partire dai giochi in cui compaiono.
 

foto: https://screenrant.com/skyrim-sweetroll-easter-egg-fallout-elder-scrolls-bethesda/foto: https://screenrant.com/skyrim-sweetroll-easter-egg-fallout-elder-scrolls-bethesda/
Lo Sweet roll appartiene all’universo di The Elder Scrolls V: Skyrim, sviluppato da Bethesda Game Studios e ambientato nella regione fantasy di Skyrim. Il gioco è un open world in cui il giocatore esplora liberamente città medievali, montagne innevate e taverne, vivendo una storia epica ma anche una quotidianità fatta di piccoli dettagli. In questo contesto, il cibo è ovunque: sulle tavole, nelle cucine e nei mercati. Pur non avendo un ruolo primario nel gameplay, è una parte essenziale per la credibilità del mondo immaginario ricostruito al suo interno. Tra gli elementi quotidiani più riconoscibili spicca il Sweet roll, un dolce semplice, rotondo e glassato, presente in molte ambientazioni del gioco. Non è raro, non è potente, non è speciale. Ed è proprio questa normalità a renderlo riconoscibile e desiderabile, al punto da diventare uno degli oggetti più citati della serie. Il secondo caso è molto diverso. La Portal Cake appartiene a Portal, sviluppato da Valve e ambientato in un laboratorio scientifico controllato dall’intelligenza artificiale GLaDOS. Il gioco è costruito su test di logica e manipolazione spaziale attraverso portali, ma la narrazione è ciò che lo rende iconico. Durante l’esperienza, GLaDOS promette al giocatore una torta come ricompensa finale, un elemento che assume presto una funzione ambigua e manipolatoria. Il celebre messaggio “the cake is a lie” rivela infatti che quella promessa non è reale, trasformando la torta in un simbolo di illusione e inganno.
 
foto: https://half-life.fandom.com/wiki/Cake?file=Barney_first.jpgfoto: https://half-life.fandom.com/wiki/Cake?file=Barney_first.jpg
Eppure, proprio perché mai consumata e perfettamente immaginata, la Portal Cake è diventata uno dei meme più diffusi della cultura videoludica. La sua immagine, rappresentata come una torta perfetta e quasi fotografica, circola da anni in forum, immagini condivise e discussioni online come simbolo di qualcosa di desiderato ma irraggiungibile. Entrambi questi dolci hanno superato da tempo i confini dei loro giochi. Sui social e su piattaforme come YouTube e Instagram esistono numerosi contenuti da migliaia di visualizzazioni dedicati alla loro riproduzione nella vita reale. Entrambi sono diventati oggetto di tutorial di cucina che cercano di ricrearne forma e consistenza, reinterpretandoli in versioni casalinghe che provano a ricostruirli a partire da un’immagine. In entrambi i casi, il cibo digitale viene fatto uscire dallo schermo, per diventare qualcosa da tradurre in una esperienza concreta.
a cura di

Federico Panetta

Varesotto di origine, è come una biglia nel flipper dell'enogastronomia. Dopo la formazione alberghiera lavora in cucina e si laurea in Scienze Gastronomiche presso l’Università di Parma. Oggi si occupa di comunicazione gastronomica collaborando con diverse riviste di settore.
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