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Store Bededag: la festa sparita dal calendario

20/04/2026

Store Bededag: la festa sparita dal calendario

Come una tradizione gastronomica stia mantenendo in vita una tradizione danese, anche dopo la sua formale abolizione

Il 5 maggio 2023 la Danimarca ha celebrato per l’ultima volta lo Store Bededag, il “Grande Giorno di Preghiera”. Per oltre tre secoli questa ricorrenza ha avuto un ruolo importante nella vita del Paese, non solo come festività religiosa, ma anche come momento profondamente radicato nella cultura nazionale. La rimozione di questa celebrazione dal calendario è stata decisa nello stesso anno dal governo centrale, che ne ha motivato la scelta con la necessità di aumentare le entrate dello Stato e rafforzare la capacità di spesa pubblica, soprattutto nel campo della difesa. La decisione si inseriva nel clima internazionale seguito all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, che ha spinto molti Paesi europei a rivedere le proprie priorità strategiche e di bilancio. Nonostante le intenzioni dichiarate, la scelta ha generato fin da subito un forte dibattito interno. Ancora oggi, infatti, lo Store Bededag resta un tema sensibile nell’opinione pubblica danese e molti cittadini lo percepiscono come la perdita di un pezzo di identità condivisa, tanto che il dissenso verso la sua abolizione è tangibile e continua a emergere attraverso manifestazioni pubbliche, mobilitazioni sindacali e un acceso dibattito politico che non si è mai realmente sopito. 

Manifestanti a Christiansborg Palace Square du fronte al Parlamento Danese, a Copenhagen. Foto Alamy.comManifestanti a Christiansborg Palace Square du fronte al Parlamento Danese, a Copenhagen. Foto Alamy.com

Istituita nel 1686 dal re Cristiano V di Danimarca, la celebrazione cadeva il quarto venerdì dopo la Pasqua e inizialmente rappresentava un momento di raccoglimento religioso e di sospensione delle attività quotidiane. Con il passare del tempo, però, assunse anche un carattere più conviviale e sociale. A distinguerla da altre festività era soprattutto una tradizione culinaria: il consumo degli hveder, soffici panini dolci e leggermente speziati, la cui origine è strettamente legata al ruolo dei panettieri. 

Poiché durante lo Store Bededag anche i forni erano obbligati a osservare il riposo, nelle panetterie di tutta la Danimarca il giorno precedente alla festività diventava uno dei momenti più intensi dell’anno. I panettieri dovevano assicurarsi che le persone non rimanessero senza pane proprio nella giornata dedicata alla preghiera, e per rispondere a questa esigenza venne sviluppato un prodotto capace di conservarsi per più giorni, gli hveder. Con il tempo, quella che era nata come una necessità pratica si trasformò in una vera tradizione, in parte anche contro l’intenzione originaria dei fornai: questi panini venivano infatti consumati la sera stessa, tagliati a metà e tostati, spesso con l’aggiunta di burro. 

Un gesto semplice, ma capace di diventare un rito collettivo che riuniva famiglie e amici. Nonostante l’abolizione dello Store Bededag come giorno festivo ufficiale nel 2023, questa usanza è rimasta e, al contrario, in molti contesti è stata preservata proprio come forma di continuità culturale. Continuare a preparare e consumare i panini tradizionali oggi significa mantenere vivo un legame con il passato e con una tradizione ancora molto amata. 

 

Proprio per questo, tra manifestazioni di piazza e richieste politiche che auspicano ripensamenti, la speranza di una possibile reintroduzione formale della festa nel calendario è ancora viva, e resta aperto il dibattito su quanto le decisioni di oggi possano davvero cancellare, o solo sospendere, le tradizioni di un Paese.

a cura di

Federico Panetta

Varesotto di origine, è come una biglia nel flipper dell'enogastronomia. Dopo la formazione alberghiera lavora in cucina e si laurea in Scienze Gastronomiche presso l’Università di Parma. Oggi si occupa di comunicazione gastronomica collaborando con diverse riviste di settore.
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