“Nel cuore di Brera, il ristorante Nabucco accoglie milanesi e viaggiatori da tutto il mondo… punto di riferimento per artisti, appassionati di cibo e musica”.
Queste parole compaiono sulla presentazione del menù del ristorante Nabucco e riassumono l’anima del luogo anticipando aspettative che non saranno deluse.
Una città, Milano, che all’opera di Giuseppe Verdi è strettamente legata; un quartiere, Brera, conosciuto come il quartiere degli artisti e uno dei più affascinanti; un ristorante tra i più storici da oltre cinquant’anni che ha recentemente riaperto dopo un restyling che ne ha riscoperto lo stile e il fascino, nell’ambiente e nel menù.
Perché Nabucco, per Milano vuol dire opera lirica ma anche tradizione, vuol dire cultura gastronomica. Nabucco vuol dire rinascita e riscoperta, affermazione della propria libertà da schemi e mode, e la voglia di ribadire la propria identità, perché no anche culinaria.
Del resto, il nome del locale – Nabucco – suggerisce atmosfera e personalità del luogo. Se pensiamo al contesto storico nel quale nacque l’opera di Verdi non possiamo dimenticare come simboleggiasse – e continua a simboleggiare - l'aspirazione all'unità nazionale italiana sfidando la censura austriaca con il suo messaggio di liberazione. Il coro – va’ pensiero… - che gioca un ruolo centrale nell'opera, rappresenta l'individualità collettiva e diventa simbolo dei sentimenti patriottici del pubblico.
La vicinanza col Teatro alla Scala, con la Pinacoteca di Brera, tra le viuzze lastricate che compongono il cuore pulsante della città, costellate di botteghe di antiquariato e boutique artigianali fa sì che il quartiere pulluli di vita di giorno e di notte, e sia affascinante meta turistica famosa e frequentata. In un tale contesto un ristorante italiano non è solo un luogo di ristoro ma diventa strumento di divulgazione culturale: ha un compito serio da svolgere; non può essere soltanto un’attività commerciale.
Lo hanno capito bene i soci di MRG Milano Restaurant Group che ha recentemente acquistato la proprietà del locale, ultimo di una lunga lista di ristoranti in città. Hanno così deciso di ridare al luogo la sua identità, quella che da oltre cinquant’anni rappresenta Milano e i milanesi.