Tradizione sì ma evoluta nella contemporaneità
“Io penso che la tecnologia oggi ci aiuti tantissimo – afferma Bonanni - parlo di cottura per esempio a bassa temperatura, perché oggi ci sono delle attrezzature che prima non avevamo. I forni professionali, per esempio, e le pentole hanno una diffusione del calore incredibile; non bisogna però utilizzare questi forni con leggerezza ma bisogna conoscerli bene perché altrimenti fanno tutto loro e lì poi non c'è più l'intervento delle persone. Invece noi li dobbiamo conoscere, li dobbiamo usare per quello che ci servono. Sono dei mezzi, non sono un fine. Così come gli abbattitori: è tutto più salutare, per certi versi, e anche più facile, anche se il lavoro è cambiato tantissimo nelle nostre cucine. Per esempio il criterio di scelta dei fornitori: io ho un food and beverage per questo, un manager dedicato a questa funzione; teniamo costantemente un occhio sulla qualità, sui fornitori più vicini a noi, così abbiamo sotto controllo tutta la filiera, possiamo rispettare la stagionalità come meglio vogliamo. Dove un tempo si cedeva a ingredienti esotici, oggi si prediligono i prodotti di stagione e locali: l’estate per esempio è un trionfo di colori, di verdure fresche; l’autunno di legumi e broccoletti. Quindi la varietà poi sta nel cucinare in mille modi rispettandone sempre la qualità e le proprietà”. Il ruolo del nutrizionista è fondamentale anche in questo. Cultura del cibo e tecnologia diventano in quest’ottica un abbinamento ideale.
Cotture a bassa temperatura, o di contro brevissime per non disperdere i valori nutrizionali, le proprietà, i sali minerali. “Se prima bollivamo le verdure in acqua – spiega Francesca – oggi le cuociamo a vapore. Questo non solo migliora il prodotto finito dal punto di vista organolettico ma permette risparmio di energia, elimina lo spreco di acqua, che prima veniva buttata. Un occhio anche alla sostenibilità ambientale è fondamentale e questo si può fare anche scegliendo i metodi di lavorazione più corretti. Oggi si può”.
Una visione lungimirante, quella di Francesca Bonanni e la sua famiglia all’Ambasciatori Place, una prova di consapevolezza che si manifesta nell’impegno, nella presenza costante, nel controllo concreto di ogni fase operativa, nella scelta di avere 4 cuochi in cucina per favorire la turnazione, suddividere le responsabilità e i compiti, migliorare l’efficienza, dalla mattina alla sera.
E l’occhio vigile di Francesca che, dichiara, è sempre pronta a “entrare a gamba tesa” per controllare il menù, per verificare lo scorrimento e l’efficienza, pronta a delegare sì ma anche a intervenire, a conoscere, ad approfondire: a fare delle scelte.