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02/02/2026

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Risparmiare evitando di sprecare, due azioni virtuose in un’unica piattaforma

Troppo buono per buttarlo” o, meglio, per rendere il concetto ancor più pregnante: “Troppo buono per sprecarlo”.

Da più di dieci anni esiste una piattaforma la cui nobile missione, riassunta nel suo nome, è di evitare lo spreco di cibo e di insegnarci a fare lo stesso, ogni giorno.

Nata in Danimarca, a Copenaghen, grazie all’intuizione di un gruppo di giovani imprenditori, allarmati dalle enormi quantità di cibo sprecate dai ristoranti a buffet, fece la sua apparizione anche in Italia, sulla scia delle buone pratiche favorite da Expo 2015, esposizione universale dedicata proprio all’alimentazione, tenutasi a Milano.
 

Come funziona?

Semplice, quando nella quotidianità di un’attività commerciale ci si rende conto che il cibo prodotto in giornata o quello confezionato, la cui data di scadenza si avvicina, non verrà venduto tutto e si è particolarmente sensibili a evitare lo spreco alimentare, lo si mette a disposizione della clientela a un prezzo ribassato. Una funzionale App, scaricabile sul proprio smartphone, rende l’esperienza facilmente fruibile da chiunque.

Annotazione a margine: a differenza dell’abitudine, che più volte abbiamo biasimato, di farsi portare a casa la cena da fattorini che, per darci un tono oggi chiamiamo “rider”, rischiano la vita a ogni pedalata e affrontano ogni tipo di condizione climatica, anche le tempeste, questa modalità ci obbliga ad alzarci dal divano e uscire di casa, per recarci all’indirizzo dell’esercizio pubblico che ha conservato per noi qualcosa di buono.

Quali sono questi esercizi virtuosi? 

Servirsi dell’App di TooGoodToGo è un piccolo contributo alla sostenibilità, unito alla possibilità di risparmiare qualche soldo.

Da qualche tempo abbiamo preso l’abitudine di utilizzarla e stiamo imparando a conoscerne i pregi scrollando tra le diverse insegne presenti. Capita, così, di  scoprire delle chicche che poi potrebbero entrare a far parte della propria lista della spesa. Lo stesso vale per alcuni ristoranti che, se non li si è mai provati prima, possono allietare le serate in cui ci si vuole concedere un’uscita in compagnia, sapendo di accomodarsi in un posto i cui gestori abbiano la nostra stessa sensibilità su certi temi.
 

Comprensibilmente, nella maggior parte dei casi, la tipologia degli esercizi pubblici che aderiscono alla piattaforma sono negozi, supermercati e gastronomie, più rari i ristoranti, i quali, immaginiamo, riescono a misurare meglio le quantità di ingredienti che impiegano ogni giorno per la preparazione dei propri piatti.

In effetti, quando svilupparono il modello in Danimarca, il riferimento, su cui agire per non sprecare, erano dei ristoranti che, secondo il nostro metro di misura, somigliano più che altro alle gastronomie, dove la preparazione dei piatti avviene per quantità, di solito in teglie dalle quali si servono le porzioni ed è più facile che rimangano delle dosi da poter distribuire a fine servizio a un prezzo più basso, pur di non buttare via niente.
 

Pochi, ma buoni, verrebbe da dire, quantomeno a Milano, dove alcuni esercizi pubblici che, nell’arco della giornata, servono un po’ tutte le tipologie di cibo, dai prodotti da forno, dolci e salati, per colazioni o aperitivi, a menu di pranzo o cena, sono presenti sull’App con un’offerta di qualità (e di quantità) apprezzabile. 

Troppo buono per non sprecare sta diventando un nostro mantra, speriamo che, leggendo queste righe, lo diventi anche per tanti altri, clienti e ristoratori insieme.

a cura di

Aldo Palaoro

Giornalista ed Esperto di Relazioni Pubbliche, da quando non si conosceva il significato di questo mestiere. Ha costruito la sua professionalità convinto che guardarsi in faccia sia la base di ogni rapporto. Organizza corsi di scrittura e critica gastronomica.
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