Dopo “Tutta l’Italia del Pane”, di cui abbiamo scritto due anni fa, Fulvio Marino, eclettico mugnaio-fornaio-divulgatore, personaggio di notorietà televisiva nonché star dei social, allarga i suoi orizzonti ai pani del mondo, da quelli nordici con farina di segale, scuri e adatti alle lunghe conservazioni, a quelli orientali cotti al vapore, dal pane azzimo medio orientale a quello africano a base di miglio e teff (graminacea dalla quale si ricava una farina utilizzata per preparare una sorta di crèpe chiamata injera, tipica della cucina etiope e eritrea). Scorrendo il libro si passa dalla baguette francese alle arepas venezuelane, focaccine rotonde, spesse e non lievitate, a base di farina di mais precotta. Il libro propone anche pani ottenuti con procedimenti diversi rispetto a quelli canonici per noi, anche con cotture alternative, come ad esempio il volcano bread, conosciuto in Islanda come hverabrauð (pane di sorgente termale), un pane di segale che viene tradizionalmente cotto sfruttando il calore geotermico del sottosuolo.