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Sebbene non sia rinomata a livello internazionale per la sua tradizione culinaria, anche l’Australia è riuscita creare un insieme di sapori che oggi appartengono alla propria quotidianità. Tra questi, uno dei più riconoscibili è quello di una polvere gialla dal nome curioso: chicken salt. In poco più di cinquant’anni questo mix di spezie è passato dall’essere un’invenzione locale a diventare il condimento onnipresente nei supermercati e nei takeaway del paese, un vero riferimento della cultura alimentare locale. Tutto comincia nei primi anni Settanta a Gawler, nel South Australia, dentro un piccolo negozio di polli arrosto. Qui Peter Brinkworth, commerciante e imprenditore locale, si trovò davanti a un problema molto concreto: come insaporire il pollo in modo rapido e cercando di standardizzare il più possibile il gusto, in modo che i suoi clienti potessero godere della stessa esperienza ogni volta. Dato che non esistevano in commercio dei mix di spezie da poter utilizzare, la soluzione fu quella di creare questo mix da zero, pronto all’uso. Nel corso del tempo, infatti, lui stesso iniziò a studiare la miscela più adatta per il suo pollo arrosto, arrivando ad ottenere un prodotto a base di aglio, cipolla, paprika, sedano in polvere e una componente di esaltatori di sapidità, come il glutammato monosodico, famoso nella cucina asiatica e impiegato per apportare un appagante gusto umami ad ogni piatto.
Ma come si è passati da un prodotto artigianale alla sua presenza ubiquitaria nel paese? Questa trasformazione è in effetti avvenuta quasi per caso. Nei fish and chips della zona, alcuni clienti iniziarono a provare la miscela su altri prodotti, tra cui le patatine fritte. L’aggiunta di quel sapore sapido, rotondo, leggermente aromatico sembrò fatta apposta per le patatine, tanto che da subito si convertì in un successo e, nel giro di poco tempo il suo uso come condimento di patatine fritte diventò il maggior impiego della miscela. Negli anni successivi la ricetta venne acquisita e commercializzata da Mitani, azienda che giocò un ruolo decisivo nella sua diffusione su scala nazionale. Fu proprio questo passaggio a cambiare tutto: quello che nacque come una soluzione pratica da negozio locale divenne un prodotto industriale da scaffale. Il chicken salt entrò così nei supermercati, nei takeaway, nelle mense, nei chioschi delle spiagge e, di conseguenza, nella quotidianità di ogni australiano. Ad oggi per molti il chicken salt non è solo un condimento, ma una presenza familiare: è il gusto delle chips allo stadio, del sacchetto di patatine mangiato in macchina, del pranzo veloce dopo il mare. Un sapore che precede qualsiasi definizione gourmet e che si è radicato prima nella pratica che nel racconto gastronomico.
Nonostante questo grande successo, per decenni il nome del suo inventore è rimasto quasi del tutto sconosciuto. Il prodotto circolava ovunque, ma la sua origine era poco raccontata. Solo in tempi più recenti Peter Brinkworth ha iniziato a condividere pubblicamente la sua storia, quella di un’idea nata dentro un’attività familiare, senza l’ambizione di voler diventare un’icona nazionale. Questa riscoperta ha contribuito anche a riportare attenzione mediatica sulla sua figura, tanto che nel 2022 è diventato il protagonista di Salt of the Earth, un documentario che ripercorre le origini del condimento e il ruolo della famiglia Brinkworth.
Oggi il chicken salt esiste in molte varianti, ma la versione classica rimane quella più riconoscibile, anche alla vista, grazie a quella sfumatura dorata che finisce per definirne anche l’aspetto oltre al gusto. Ed è proprio la versione base che ne ha determinato il successo, che però è ancora solamente all’interno dei confini australiani, rendendolo uno dei pilastri dell’industria alimentare australiana, accanto a prodotti come la Vegemite o i Tim Tam.