I vini della Cantina Tollo, ora anche vegan

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La disciplina vegana sempre più diffusa, impone un’attenzione sempre crescente da parte delle aziende del comparto eno-gastronomico. Dal mondo del vino si vedono segnali positivi verso chi ha fatto propria una filosofia basata con rigore sulla rinuncia ad ogni forma di sfruttamento degli animali, e si concretizza in Abruzzo, un bel progetto sui vini vegan da parte della Cantina Tollo, dopo un percorso che l’ha affermata tra le più importanti realtà nell’universo dei vini biologici, con una riconversione della propria attività che riporta ai primi anni ’90. Vini non convenzionali, capaci di coniugare tradizione, ricerca enologica e rispetto della natura a 360 gradi, dotati di certificazione vegan, ottenuta dopo un severo vaglio, che analizza la filiera di produzione, i vigneti, la cantina, ed esclude tassativamente l’impiego di sostanze e fertilizzanti di origine animale e componenti ottenuti dall’impiego di animali, concedendo invece l’utilizzo di ammendanti organici di origine vegetale, e per la chiarificazione soltanto proteine di tipo vegetale. La gamma della Cantina Tollo si arricchisce dunque delle etichette Heliko Montepulciano d’Abruzzo Dop Biologico, ed Heliko Trebbiano d’Abruzzo Dop Biologico, prodotti esclusivamente con uve biologiche provenienti da vigneti radicati nella zona di produzione, e solfiti naturali, in misura inferiore a 10 parti per milione (ppm), caratteristica che consente di non apporre in etichetta la dicitura “Contiene solfiti”. «La produzione di vini certificati Vegan riguarda ancora poche cantine in Italia – ricorda Andrea Di Fabio, direttore commerciale e marketing di Cantina Tollo –. Per noi si tratta di una sperimentazione su una linea già in sé particolare che, oltre ad essere prodotta seguendo il disciplinare biologico, contiene solo solfiti naturali. L’Heliko Montepulciano d’Abruzzo e l’Heliko Trebbiano d’Abruzzo certificati vegan, per il loro primo anno di produzione sono stati imbottigliati rispettivamente in 6.000 e 3.000 bottiglie, disponibili nel canale Horeca». Ne saranno felici gli oltre 4,2 milioni, di italiani che si professano vegetariani o vegani, i quali potrebbero assorbire una parte significativa della produzione vitivinicola del Belpaese, una prospettiva che aumenterà in modo esponenziale, si stima che saranno 30 milioni i vegetariani in Italia nel 2050.

Luca Bonacini

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