22 marzo, Giornata Mondiale dell’acqua

Ammu, che bontà la Sicilia a Milano
21 marzo 2016
La modernità del surgelato, rispetto all’asterisco
22 marzo 2016
image_pdfimage_print

Il nostro pianeta dispone di 1,4 miliardi di chilometri cubi di acqua, ma solo lo 0,001% del totale è effettivamente disponibile per l’utilizzo dell’uomo. Tra agricoltura, industrie e famiglie è il settore agricolo a consumare più acqua, con il 70% del totale. L’industria ne consuma il 22%, il restate 8% è dedicato all’utilizzo domestico. E il peso dell’agricoltura è ancora più alto, poi, nei paesi a medio e basso reddito dove il consumo raggiunge il 95%, mentre in quelli sviluppati predomina il consumo per utilizzo industriale (59%). Insomma, l’impatto della produzione alimentare sull’uso di acqua è molto elevato e proprio per questo, se si vuole incidere positivamente e invertire la tendenza dello spreco delle risorse idriche non si può prescindere dal ricorrere a modelli alimentari effettivamente sostenibili, che facciano bene all’uomo ma anche all’ambiente.
Dati e riflessioni contenuti nella seconda edizione di Eating Planet. Cibo e sostenibilità: costruire il nostro futuro”, il libro del Barilla Center for Food & Nutrition (Fondazione BCFN).

Stampa
“Complessivamente l’Italia è il secondo paese al mondo per impronta di uso idrico… e il cibo che noi mangiamo, in particolare, ha un’impronta idrica che dipende moltissimo dal tipo di produzione. Ad esempio, un hamburger di 150g consuma 2500 litri di acqua mentre un pomodoro circa 13 litri. La differenza nel caso dell’hamburger è il peso della produzione del foraggio per alimentare gli animali che ha un peso complessivo molto elevato. In uno scenario di riscaldamento globale (già siamo a +0.8°C rispetto all’inizio del secolo) l’acqua, soprattutto per l’Italia, è un bene prezioso. Il 60% delle risorse idriche italiane servono alla nostra agricoltura e gli scenari futuri di fine secolo ci portano a ridurre del 20-40% le risorse idriche disponibili. Quindi una maggiore attenzione all’uso dell’acqua è necessario, sia sulla scelta dei cibi a minore impatto idrico che nella gestione dei sistemi idrici italiani (in molti casi poco efficienti) che nei comportamenti e negli stili di vita anche quotidiani” sostiene Riccardo Valentini membro dell’Advisory Board di BCFN e Professore di Ecologia Forestale all’Università della Tuscia.
In media un individuo beve 2 litri d’acqua al giorno e ne consuma fino a 5 litri se si calcola quella utilizzata per cucinare o lavarsi. Eppure, senza accorgercene, a nostra insaputa, utilizziamo fino a 5 mila litri di acqua “virtuale” al giorno per l’alimentazione. Adottando un regime alimentare come quello che fa riferimento alla Dieta Mediterranea, si possono risparmiare 2 litri d’acqua al giorno pro capite.

Luigi Franchi
luigifranchi@salaecucina.it

image_pdfimage_print