Dai campi agli scaffali oltre 100mila controlli contro le agromafie

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Combattere le agromafie dal campo allo scaffale, garantendo qualità e sicurezza alimentare. Con questo specifico fine, in base al quarto Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia, elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, sono stati condotti lo scorso anno oltre centomila controlli. Gli esiti? Il valore totale dei sequestri è stato di 436 milioni di euro, il 24% dei quali nella ristorazione; il 18% nel settore della carne e dei salumi e l’11% in quello delle farine, del pane e della pasta. Settori sensibili si sono poi dimostrati, a seguire, quelli del vino, del latte e dei formaggi, dei grassi e degli oli.
Solo nel 2015 sono state chiuse dai Nas 1.035 strutture attive nel sistema agroalimentare, con il sequestro di 25,2 milioni di prodotti alimentari adulterati, contraffatti, senza le adeguate garanzie qualitative o sanitarie, o con carenze nell’etichettatura e nella rintracciabilità. Il primato negativo della ristorazione, in particolare, è stato letto da Coldiretti nel contesto dell’accresciuto interesse delle organizzazioni criminali nelle diverse forme del settore, dal franchising ai locali esclusivi, dai bar e trattorie agli aperibar di tendenza.
Se numerose sono state le situazioni poco chiare smascherate in tempo, è indubbia la necessità di tenere alta la guardia, trattandosi di un presidio che, come sottolinea Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, è a difesa non solo del tessuto economico, ma anche della salute dei cittadini, dell’ambiente e dell’intero territorio nazionale. Certo, per chiudere le porte alle frodi è necessario lavorare anche sulla tracciabilità e sulla trasparenza, dal campo alla tavola, con l’indicazione obbligatoria della provenienza degli alimenti, come ha richiesto il 96,5% degli italiani sulla base della consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole, che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf da novembre 2014 a marzo 2015.
Alla fine a emergere è un dato positivo. Secondo uno studio della Coldiretti, infatti, l’Italia è il Paese con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari e anche quello con le regole produttive più rigorose nelle caratteristiche dei prodotti, dal divieto di produrre pasta con grano tenero e utilizzare la polvere di latte nei formaggi a quello di aggiungere zucchero nel vino, che non valgono in altri Paesi dell’Unione Europea.

Mariangela Molinari
officinamari@gmail.com

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