La riscoperta dei vini piceni

Segna in agenda I 5 Sensi, da un’idea di Agostino Iacobucci
24 maggio 2016
Golosaria in Veneto
24 maggio 2016
image_pdfimage_print

La riscossa dei vini piceni, a lungo rimasti ai margini dell’enologia nazionale, passa anche attraverso il nuovo passo dato al Consorzio Tutela Vini Piceni dalla presidente Angela Velenosi che ha portato dopo la sua elezione quasi al raddoppio dei soci, passati da 25 a 46. Dopo Prowein, Vinitaly, Hong Kong, Shangai, tra le manifestazioni meglio riuscite Piceno Open Anteprima, appena conclusa con successo tra l’Enoteca Regionale delle Marche di Offida, Ascoli Piceno e le migliori cantine del territorio, aperte per l’occasione a visite e degustazioni. La manifestazione giunta alla terza edizione da quest’anno si fregia della collaborazione del Consorzio Tutela Vini Piceni che ha contribuito insieme a Vinea all’importante appuntamento, portando oltre cinquanta giornalisti di testate nazionali e internazionali a visitare il territorio e le sue bellezze.

vini piceni1

Ad Angela Velenosi abbiamo chiesto cosa rappresenta il Consorzio Tutela Vini Piceni: “Il Consorzio è nato intorno al 1966, pionieri del vino che hanno iniziato un percorso che unisse le aziende per parlare una stessa lingua, e costruire una denominazione più forte con varietà indigene più adatte a questo territorio, ora il taglio importante che abbiamo dato è la promozione, trascinare verso l’esterno tutte le denominazioni e l’intero territorio, e le aziende ci hanno seguito. E’ una provincia che dal punto di vista vitivinicolo è rinata, grazie alla dedizione dei produttori che hanno creduto in un cambiamento e hanno saputo investire senza aspettarsi una ricaduta immediata. Tra gli obiettivi primari, l’essere ancora più visibili nella ristorazione, e quindi la collaborazione con Slow-Food, che ha raccontato la storia del vitigno Pecorino, e i primi produttori che come Don Chisciotte hanno superato ogni ostacolo credendo in questa varietà, poi le sinergie con la Guida Gambero Rosso Ristoranti, per la premiazione dei migliori ristoranti di Roma e Milano, e con la Guida Ristoranti Espresso, premieremo infatti il miglior ristorante italiano 2017”.

ascoli1

Sullo sfondo il prezioso centro storico in travertino di Ascoli Piceno, la città dalle cento torri, con la sua piazza tra le più belle d’Italia, lo storico Caffè Meletti, il ponte Romano, uno dei pochi visitabili anche all’interno. Appassionanti sedute di degustazioni dei grandi vini piceni hanno tenuto banco in tre intense giornate, nelle quali tutti o quasi i più importanti crù delle migliori cantine sono stati messi in assaggio, da sommelier qualificati e dai produttori che ne hanno evidenziato le caratteristiche per poi lasciare il posto alla tavola, complice nel valorizzarne i più centrati abbinamenti, attraverso la gastronomia tipica che ha nel fritto misto all’ascolana il piatto che meglio descrive il territorio, cibo tradizionale del pranzo domenicale e della maggior parte delle celebrazioni, dal Natale alla festa patronale di sant’Emidio, composto da olive ascolane, cremini (cubetti di crema fritta), verdure fritte (zucchine, carciofi, broccoli) e cotolette di agnello impanate e fritte (con l’osso). Vini di grande suggestione che punteggiano un territorio da scoprire, dall’Offida Docg (Passerina, Pecorino e Offida Rosso), al Rosso Piceno Doc, anche nella versione Superiore, fino al Falerio Doc, alla Doc Terre di Offida, e alla Passerina spumantizzata, che hanno sposato in una cena di gala presso il Caffè Meletti di Ascoli Piceno, l’alta cucina di Errico Recanati, chef stellato del ristorante Andreina di Loreto (AN), e Moreno Cedroni, patron dei ristoranti La Madonnina del Pescatore, Anikò di Senigallia e Il Clandestino di Portonovo.

 

Luca Bonacini
bonaciniluca@gmail.com

image_pdfimage_print