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Sempre di più il vino ha bisogno di momenti esperienziali, sono vitali perché possa esprimersi, rivelando la sua parte tattile, lasciando che si compia la narrazione tra produttore e appassionato. E se oggi non mancano le occasioni in cui il vino si racconta, ben vengano momenti in cui vivere il territorio e parlare con chi il vino lo fa, per conoscere l’anima del vignaiolo, e assaggiare il suo vino, frutto della terra e del suo lavoro, preludio di amicizie che dureranno tutta una vita. Il 13 e 14 maggio, torna a Modena “LAMBRUSCO MIO, dall’Uva Perusina al lambrusco”, la rassegna iniziata nel 2001, dedicata al vitigno più antico, che per la prima volta si svolgerà in un Museo Civico, straordinaria cornice per i produttori e per il ricco palinsesto di eventi. L’appuntamento è di quelli importanti, mentre all’interno del Palazzo dei Musei di Modena, in Largo Porta Sant’Agostino 337, si celebrano le due intense giornate, ricorrono i 2.200 anni della fondazione della città di Modena, e l’evento è parte delle iniziative di “Mutina Splendidissima”. Un ulteriore occasione per i virtuosi produttori emiliani, di mettersi in gioco e raccontarsi, in un contesto storico di particolare suggestione. Un percorso alla riscoperta del Lambrusco, sulle tracce di una secolare tradizione vitivinicola che riporta alla Mutina romana, oggi baluardo del vino rosso più bevuto in Italia, e più esportato nel mondo, con 400 milioni di bottiglie all’anno e un ricavo di 500 milioni di euro. 22 cantine emiliane, si sveleranno con le loro migliori produzioni, guidando il pubblico alla riscoperta delle bollicine rosse DOP attraverso un fitto programma di degustazioni e incontri, (il programma qui),con i produttori ed esperti, a cura di AIS (Associazione Italiana Sommelier), mentre grazie al Consorzio Modena a Tavola e Piacere Modena, si potranno assaggiare i finger food a base di Lambrusco, preparati dai ristoratori. Sabato 13 Maggio, alle ore 11.15, si potrà partecipare al convegno “Lambrusco, un giacimento naturale”; e alle ore 17, all’incontro “Il lambrusco piace tanto anche a noi”, condotto da Fede e Tinto, i due protagonisti della trasmissione radiofonica “Decanter” (Radiodue); domenica 14 maggio alle ore 15.30 toccherà al talk show sulle tracce del volume “Tutti lo chiamano Lambrusco” di Camillo Favaro, insieme ad Antonio Previdi, Filippo Marchi e Giulio Loi; e alle ore 11 ci sarà la presentazione del nuovo magazine sui vini frizzanti “Bubble’s”. Tra i protagonisti indiscussi della due giorni, il “Lambrusco di Sorbara“, noto anche come Lambrusco della viola per le sue caratteristiche floreali, il “Lambrusco Salamino di Santa Croce“, i cui vitigni sono i più coltivati del modenese e il cui succo dà vita a un vino fresco in bocca, armonico e ideale per ogni pasto, il “Lambrusco Grasparossa di Castelvetro“, elegante ed armonico, di corpo più sostenuto rispetto alle altre tipologie e il “Lambrusco di Modena“, prodotto utilizzando un uvaggio, ovvero una mescolanza di diversi tipi di uve.

Luca Bonacini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma non mancheranno il Reggiano Lambrusco DOP, il Lambrusco dei Colli di Scandiano e di Canossa DOP, il Lambrusco Mantovano DOP, e il Lambrusco dell’Emilia IGP. Una filiera vitivinicola, che mette in luce i primati del Lambrusco, che da oltre 40 anni è il vino italiano più esportato nel mondo, espressione di un numero rilevante di imprese: 6.500 aziende viticole, 20 cantine cooperative, 48 aziende vinicole, che contribuiscono a una diffusione sui mercati nazionali ed esteri. Da non dimenticare il notevole contesto storico in cui si svolge il grande evento, grazie a visite guidate programmate, si potrà visitare l’antico palazzo, sede dei più pregiati musei modenesi e di alcune preziose raccolte. “Lambrusco Mio” è un’iniziativa a cura del Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena e Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, in collaborazione con i Musei Civici, la Galleria Estense e l’Archivio Storico Comunale.

 

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