Riso italiano, un bene prezioso da difendere

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In programma per il prossimo gennaio 2017 una riunione a Milano dei Paesi europei produttori di riso organizzata dall’Ente Nazionale Risi per creare un fronte comune in grado di contrastare le importazioni asiatiche che rischiano di minare le filiere europee e italiane in particolare.
Una filiera, quella del riso, che in Italia, primo produttore europeo con una produzione che si aggira intorno ai 470 milioni di tonnellate l’anno, fornisce un alimento antico, sulle nostre tavole da centinaia d’anni, e che per noi italiani è la base d’innumerevoli ricette della cucina tradizionale e di quella moderna. Il risotto è un simbolo per molte cucine regionali e un piatto famoso in tutto il mondo, così come quelle chicche della nostra cucina dal nome accattivante: arancino, sartù, supplì. Ricette che trovano nelle varietà di riso italiane l’ingrediente ideale. Celebrato nel recente Expo, il risotto italiano ha conquistato il mondo per la sua versatilità in grado di ispirare la creatività dei nostri cuochi; ricordiamo, un esempio tra tutti, lo straordinario “spaghetto Milano” presentato da Andrea Ribaldone proprio all’Esposizione Universale, dove il risotto alla milanese diventa il condimento perfetto per gli spaghetti: il meglio della tradizione italiana in un solo piatto.
Il riso è stato una delle principali fonti di sostentamento per gran parte della popolazione del nord Italia e ancora oggi il riso lavorato rappresenta un giro d’affari di circa un miliardo di euro. Con i suoi 234 mila ettari coltivati a riso, e una filiera di 4265 aziende risicole e circa 100 industrie risiere di cui 6 detengono più del 50% del mercato, l’Italia impiega quasi 5000 addetti.
Dal 1931, le sorti della filiera e gli interessi dei produttori sono supportati da un ente che ne promuove, sostiene e migliora i progressi e la conoscenza attraverso attività di ricerca e sperimentazione. L’Ente Nazionale Risi, fondato a questo scopo, è un organismo interprofessionale, autofinanziato dalle imprese risicole, il cui scopo primario è quello di operare scelte concrete nell’interesse della filiera e come tale ne effettua il controllo della commercializzazione e ne orienta la produzione.
Negli ultimi anni la sua opera per la difesa degli interessi dei produttori italiani e la salvaguardia della qualità della produzione nazionale si è resa necessaria nei confronti dell’Unione Europea, colpevole secondo l’Ente di una politica pericolosa per le sorti del settore nazionale. Dal 2009, infatti, la soppressione dei dazi nei confronti di Cambogia e Myanmar, principali produttori mondiali di riso, ha generato una concorrenza spietata: la produzione di riso “indica” italiana è minacciata in maniera preoccupante. Le numerose proteste, i tentativi di mediazione falliti, l’Ente Nazionale Risi ha organizzato per gennaio 2017 a Milano una riunione di tutti i Paesi europei produttori di riso per chiedere all’Unione Europea l’immediato ripristino dei dazi.
Intanto, la raccolta del riso procede a pieno ritmo e ha raggiunto il 60% della superficie seminata. Riso di alta qualità, circa 140 varietà suddivise in chicchi tondi, lunghi, medi, o indica. Ingredienti straordinari per il vanto della gastronomia italiana nel mondo.

Marina Caccialanza

 

 

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