Il temporale vegano dell’estate: le scelte delle mense di Milano riaprono il dibattito
30 agosto 2013
La guerra del Tiramisù si vince a Milano
31 agosto 2013
image_pdfimage_print

La Klugmann e la Dalla Valeria portano in tavola il progetto lagunare di Bisol

Ci si arriva in un modo solo, dal mare. E sebbene la meta sia meravigliosa, si vorrebbe che il viaggio durasse più a lungo dei quindici minuti scarsi che separano Venezia dalle isole gemelle di Burano e Mazzorbo, nel Parco della Laguna Nord e collegate a loro volta solo da un suggestivo ponte in legno.

Venissa si trova a Mazzorbo e rappresenta il progetto culturale e naturalistico che la famiglia Bisol, storici produttori vinicoli di Valdobbiadene, ha condiviso con Alberto Sonino e il suo Vento di Venezia, polo nautico veneziano: Venissa è struttura ricettiva di dedicata al turismo lagunare, luogo d’ospitalità nell’ex casa padronale e ristorante d’eccellenza incentrato sulle tipicità locali, ma anche centro di formazione, educazione e ricerca agro-ambientale che si propone di recuperare parte dell’area agricola con frutteto, orto un tempo conventale e vigna, Scarpa-Volo, murata, con oltre 2 ettari di area coltivata protetta da un muro settecentesco in parte ricostruito in epoca successiva.

La valorizzazione dell’ecosistema lagunare è stato a sua volta condiviso da Antonia Klugmann, alla guida del Ristorante Venissa anche quest’anno insieme all’ Executive Chef Arianna Dalla Valeria, e da quest’autunno seguirà parallelamente il nuovo ristorante L’Argine di Vencò a Dolegna del Collio (GO) con il compagno Romano De Feo.

Stagionalità, materie prime dell’entroterra veneziano ed eccellenze lagunari i punti cardini della filosofia in cucina: “Il menu – spiega Antonia – si baserà su ingredienti stagionali raccolti nella laguna di Venezia e nell’entroterra veneto-friulano, in sinergia con l’Argine per il reperimento di erbe, frutta e carne. Fra i piatti peculiari della cucina di Venissa:  lo sgombro confit al carcadè, la mela verde ed il dragoncello; la lasagnetta ai tartufi di mare e fagioli; il fiore della zucchina affumicato e la nostra senape;  la polentina e il mare”.

Come si dice in questi casi, vale il viaggio.

Alessandra Locatelli

Fotografia Mattia Mionetto

 

 

 

image_pdfimage_print