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L’associazione nasce spontanea: Simposio è il nome di questo nuovo ristorante aperto da poco a Milano in zona Porta Romana, ma soprattutto è il nome del più celebre dialogo di Platone, costruito attorno ad un banchetto animato dai più influenti intellettuali ateniesi, ritrovatisi per disquisire su uno dei più grandi temi che riguardano il genere umano: l’Amore.
“Non è forse vero che l’Amore si indirizza verso certe cose e che queste cose sono quelle di cui si sente la mancanza?” non è che una delle riflessioni, in questo caso di Socrate, che esortano al confronto, all’intesa, allo scambio intellettivo ed emotivo che nutre psiche e membra, alla ridefinizione delle ragion d’essere e d’avere, per sperimentare nuovi concetti di amore, di eros, di dedizione, di ignoto, contenuti che richiedono un ingrediente prezioso quanto costoso, pertanto non alla portata di tutti, il coraggio.

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ilippo Prada Moroni, ideatore e anima di Simposio Milano, deve essersi letto molte volte l’opera platonica: con Cristian Usai, collaboratore storico, ha pensato un luogo che possa offrire ai commensali la possibilità di riconoscersi, e nel contempo di evolversi, ad ogni incontro con la cultura culinaria della terra e della tradizione e con quella attenta e raffinata della cucina di alto livello. Al pari dei simposi e dei banchetti dell’antichità, in questo elegante e discreto locale vicino alle antiche Mura spagnole, in via Gaetana Agnesi 2, piacere, convivialità e buongusto si presentano agli ospiti nel menu, nella carta dei vini e negli ambienti.
“Simposio nasce con l’intento di proporre agli appassionati di enogastronomia italiana un luogo dove trovare, degustare e conoscere, a rotazione, prodotti tipici di qualità dello straordinario patrimonio enogastronomico del nostro Paese; un luogo dove potere condividere il piacere della cucina e del vino in un ambiente accogliente e con un servizio accurato” afferma Filippo Prada Moroni.

In cucina, a vista grazie alla vetrata che si affaccia sull’ingresso, c’è Salvatore Messere, giovane chef con dieci anni di esperienza in cucine stellate, dal Four Seasons con Sergio Mei a Parigi con Robuchon. In sala, il personale attento, discreto, puntuale, fa la differenza.

Cosa vi consigliamo? Intanto, le diverse varietà di olio, dalla Casaliva del Garda alla Tonda Iblea siciliana, la tartare di fassone piemontese o una calda zuppa di legumi al tartufo nero di Norcia, senza dimenticare il pane ed i grissini preparati artigianalmente con farina italiana. Poi, un tuffo nei classici italiani, interpretati senza stucchevolezza: la carbonara all’antica, il risotto alla milanese, le orecchiette con cime di rapa e alici di Cetara, i tartufi di mare e bottarga di Cabras, le fettuccine di farro al ragù di lepre, nocciole tostate e profumo di anice stellato. La pasta fresca è frutto della lavorazione della farina per schiacciamento a pietra, invece che per raffinazione. Si continua con il filetto di rombo al limone o con il fassone, porcini e salsa al Barolo, per concludere con una degustazione di formaggi e salumi, espressione delle eccellenze di piccole imprese italiane, come il Salame pezzente di Matera, il Capocollo di Martinafranca, la Spalla cruda di Palasone, la Finocchiona del Casentino, il Salva cremasco, il Bitto della Valtellina, il Ragusano e il Pecorino di Forenza o il Blu di bufala.
Si chiude senza indugi con la pasticceria artigianale, la Granita al miele e formaggio fresco, croccante di noci e gelato al pistacchio o con il tradizionale tiramisù cucinato a regola d’arte.

E siccome non c’è banchetto, cena, confronto, incontro, soprattutto se si vuol parlar d’Amore, anche platonico, senza vino, la cantina del Simposio trabocca di etichette provenienti da tutta Italia, dalle più note a quelle ancora da scoprire, oltre 350. Dalle bollicine ai bianchi, dai rosati ai rossi è un trionfo di sentori e profumi che rimandano alle terre e ai vigneti di origine del nostro Paese. I distillati, le birre rigorosamente artigianali e i cinque tipi di acqua, completano una cantina per tutti i palati.

Grigio, tabacco e crema sono i colori dai quali sarete avvolti, volutamente soffusi ma accoglienti, proprio per dare risalto ai veri protagonisti, il cibo e il dialogo. Le zone di servizio sono avvolte da una parete di bottiglie di vino e lo spazio è organizzato in ambienti raccolti, così da rendere piacevole la degustazione e la conversazione. Le aperture sulla strada o sul cortile, una bella corte di una casa di ringhiera tipicamente lombarda sapientemente restaurata in un pregevole palazzo storico, amplificano il respiro.

Non resta che prenotare, aprire cuore e mente, mettersi in gioco, sedersi con la persona di cui, siete certi, sentireste la mancanza, e parlar d’Amore.

dott. Alessandra Locatelli

Simposio Milano
da lunedì a sabato, dalle ore 19 alle ore 24.
www.simposiomilano.com
02/58 43 78 33

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