Caffè Propaganda: la Roma dei romani in un bistrot francese

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“Ognuna nel suo genere è indimenticabile. Tuttavia potrei dire Roma; sì Roma senz’altro” risponde la principessa Anna a un giornalista che le chiede quale delle città del mondo visitate abbia preferito. È una delle citazioni più note del film Vacanze Romane, con un’ incantevole Audrey Hepburn, un impeccabile Gregory Peck e lei, Roma, tutt’altro che sullo sfondo, bellissima, vicina, luminosa, immortale.
Esiste ancora questa città? Ha ancora senso raccontarne l’eternità? È difficile pensarlo mentre la si guarda sventrata dai lavori per la metropolitana che passerà addosso, non accanto, ai Fori Imperiali. È difficile pensarlo facendosi largo tra i finti gladiatori e le finte gladiatrici che dal Colosseo ora si sono spostati anche a Piazza di Spagna. Difficile, ma non impossibile. Perché la luce, a Roma, come ha detto un amico, è diversa, lo è da sempre e lo sarà per sempre. Perché basta fare qualche passo, cambiare prospettiva, salire una scalinata, sostare all’ombra di una colonna per vederla.
A questo pensavamo qualche giorno fa, a spasso tra San Pietro in Vincoli (il Mosè, quello sì, finalmente, senza più impalcature a coprirlo) e il lato scoperto del Colosseo. A questo pensavamo anche a tavola, non di una trattoria romana, ma del Caffè Propaganda, di fatto un bistrot dalle sembianze molto parigine, eppure… non abbiamo mai visto così tanti romani in un locale posizionato in una zona turistica tra le più turistiche della capitale.

Noi ci siamo andati a pranzo, ma visto il format ci potreste andare per colazione, per un aperitivo, per l’ora del thè, per cena o semplicemente per leggere il giornale sorseggiando un bicchiere di vino naturale. In ogni caso, non avrete voglia di alzarvi tanto presto.
Intanto, è un bel posto, di una bellezza informale ma curata al minimo dettaglio: soffitti a volta, un lungo bancone bar in zinco e rovere realizzato da un atelier parigino, divanetti di pelle e tavolini di ferro battuto, pareti ricoperte da piastrelle bianche prodotte da Etruria Design (la fabbrica che ha riportato in vita l’antica piastrella diamantata che agli inizi del ‘900 rivestiva le stazioni della metropolitana di Parigi), antichi lampadari a goccia che arrivano da un vecchio hotel del sud della Francia, i mobili per i dolci e le vetrine dei vini realizzate su misura da artigiani veneti.

 

Poi, o forse prima, i menu: con le uova di Parisi, i primi piatti della storia romana firmati dagli chef Marco Bravin e Walter Di Ruocco che non si risparmiano nemmeno su antipasti o piatti di mezzo come il Carciofo in Tre Tempi (alla romana, alla giudia, crudi con menta e salsa al limone) o secondi come la Punta di petto di vitella cotta a bassa temperatura con funghi porcini saltati e il suo fondo, o l’Hamburger 180 g con cipolle rosse caramellate, provola, pomodoro oppure con doppia provola, spinaci, bacon croccante e pomodoro. Un capitolo a parte i dolci, un tempio di golosità al cucchiaio, torte, biscotti e macaron (Stephan Betmon docet) buoni come rare, rarissime volte, è capitato di trovare, in Italia e in Francia.
Il bicchiere regala sorprese biologiche e biodinamiche regionali e nazionali, belle scoperte che vi consigliamo di farvi raccontare.  Il risultato è l’apprezzamento: nelle due ore in cui siamo stati comodamente seduti al nostro divanetto di pelle, abbiamo visto la giovane coppia ventenne in vacanza e la coppia più matura ben vestita che ha amoreggiato per tutto il tempo, la famiglia con bimbi piccolissimi, un intero clan con zii, nonni e nipoti, tavoli di colleghi, uomini e donne da soli che hanno pranzato con torta e spremuta… un panorama di vite, situazioni, racconti multitasking e multiculturali. Pochissimi stranieri, moltissimi romani, a sentire le parlate.
Ci torneremo la sera, la prossima volta, sicuri di non restar delusi.

Caffè Propaganda
Via claudia 15, 00184 Rome, Italy
t. 06/94534255
www.caffepropaganda.it

Alessandra Locatelli

 

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