Con il Museo della Pasta si racconta una storia tutta italiana

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Italia… vino, parmigiano, prosciutto, salame, pomodoro… cosa manca? La pasta! L’ultimo percorso espositivo che va ad arricchire il circuito dei “Musei del cibo” è infatti il “Museo della pasta”, proprio accanto al già esistente Museo del Pomodoro nella corte agricola medioevale di Giarola (Collecchio – Parma).

Parlare di pasta a Parma e nella sua provincia equivale a parlare di Barilla, che dall’Ottocento a oggi non ha mai smesso di operare per sviluppare e consolidare il legame tra territorio e pasta, tra tradizione e industria di produzione, trasformazione e conservazione alimentare: è con Pietro Barilla che inizia la storia di questo museo, con oggetti e macchine conservati per raccontare l’evoluzione di una storia tutta italiana.

Nel 1850 viene costruito il primo pastificio, restaurato e ora rimontato al rimontato al Museo della Pasta, mentre risale al 1837 il più antico campione di pasta industriale conosciuto, ritrovato presso l’Archivio di Stato di Parma ed esposto anch’esso a Giarola.

I 320 mq di superficie espositiva sono divisi in sezioni tematiche: il Grano – con modelli, attrezzi antichi e documenti che testimoniano l’evoluzione delle tecniche agricole; le Macine – con modelli e iconografia storica, la ricostruzione di un mulino a macine e un moderno mulino a cilindri; il Pane e i Prodotti da forno – le origini, il Medioevo, la nascita del grissino, le invenzioni e la produzione industriale; la Pasta fresca fatta in casa – con piccoli attrezzi domestici, l’arte del matterello e la straordinaria varietà della ricchissima collezione di “speronelle”, o rotelle da pasta; la Pasta secca – un vero pastificio industriale della metà dell’Ottocento consente al visitatore di comprendere le varie fasi di produzione della pasta secca, con macchinari originali, perfettamente restaurati; la Cultura della Pasta – con approfondimenti sulla comunicazione (manifesti, locandine, affiches storiche realizzate da cartellonisti e grafici di fama) sulla gastronomia (storia dello scolapasta, abbinamenti ideali tra formati e condimenti delle varie regioni d’Italia), sulla pasta nell’arte e nella cultura (dai dipinti ai francobolli) e sulla corretta alimentazione (nutrizione, stili di vita, sostenibilità ambientale). Inoltre Academia Barilla ha selezionato 120 ricette di pasta della tradizione italiana, presentate al museo.

Per saperne di più: www.museidelcibo.it

Alessandra Locatelli 

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