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In quello che, già due anni prima della sua venuta alla luce, è definito da tutti come il futuro tempio dell’innovazione culinaria, non si andrà a mangiare. Un ristorante, anzi, “IL” ristorante primo centro gastronomico di cultura, sviluppo e formazione di alto livello al mondo, è il nuovo format ideato da Ferran Adrià, “elBulli1846”.

Per i pochi distratti che non lo sapessero, 1846 non si riferisce ad una data: qui la “storia” non è espressa da un calendario ma dal numero di piatti creati a ElBulli, il tempio precedente, chiuso dal 31 luglio 2011. Al nuovo ‘elBulli1846’ un’equipe di 30 tra i più grandi chef del mondo sarà orchestrata dal maestro Adrià nella sperimentazione di nuovi codici gastronomici

Il futuro si scriverà in Spagna, dunque, a partire dal 2016, quando inizieranno i lavori costati nove milioni di euro alla elBulli Foundation. “Quando abbiamo chiuso El Bulli per riflettere sul futuro, nessuno credeva che fosse necessario per non fossilizzarci. Noi abbiamo fatto avanguardia. E l’avanguardia ha una data di scadenza. Dovevamo creare un concetto di futuro. E spero che elBulli1846 durerà da qui a cento anni”, ha affermato Ferran Adrià.

La squadra dei 30 creatori esplorerà e spingerà la cucina a livelli ancora ignoti per otto mesi, poi ‘elBulli1846”, oltre a ospitare lezioni magistrali ed esposizioni, aprirà alla sera anche al pubblico: ma, attenzione, sarà ristorante solo per un mese all’anno. “Il 50% dei posti saranno gratuiti e assegnati mediante un sorteggio in internet, e l’altro 50% servirà per raccogliere fondi per il mantenimento del centro”, ha spiegato lo chef, aggiungendo anche il jolly di “sette – otto cene più sperimentali” per pochi fortunati mortali.

La sede di elBulli1846 sarà Cala Montjoi di Roses, vicino Barcellona, nel parco naturale di Cap de Creus su uno spazio di 4.500 metri quadri di terreno ceduto dalla Generalitat: pensate che il governo catalano pare varerà entro tre mesi una legge che dichiarerà la struttura bene di interesse pubblico per ridurre l’iter burocratico indispensabile alle modifiche del piano urbanistico e territoriale di Cap de Creus. Il progetto architettonico, affidato a Enric-Ruiz-Geli, si preannuncia un colosso: una grande cava con una passerella verso la collina del promontorio, a energia eolica e fotovoltaica, installazioni interrate, muri di pietra fra gli alberi…

Il conto alla rovescia con il futuro è cominciato.

Alessandra Locatelli

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