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locanda-buLa locanda di Bu
Nusco (AV)
Vicolo dello spagnuolo
Tel. 0827 64619
www.lalocandadibu.com

Autodidatta. Ad Antonio Pisaniello piace rimarcare questa condizione che lo ha spinto a provare, sperimentare, scontrarsi con una realtà molto conservatrice in fatto di usi e costumi e abitudini culinarie dove la parmigiana di melanzane deve essere visivamente identificabile. Una scommessa vinta non una ma tre volte.

La prima quando dal Babylon Pub, la sua prima provocazione in terra irpina, passò al ristorante il Gastronomo nel 1996. Centinaia di coperti ogni settimana, le prime introduzioni di cibo e cultura orientati a valorizzare la tradizione in maniera innovativa.

Poi il passaggio radicale ai 25 coperti della Locanda di Bu, aperta a Nusco il 14 gennaio 2004, con sua moglie Jenny e il nome e il logo della locanda ispirati dal piccolo Umberto o Bu, come lui stesso pronuncia il suo nome. Il logo invece stilizza un capezzolo materno, servito per la nutrizione di Bu e di tutti quanti noi, racconta Antonio.

Nutrire le persone, per farlo occorre conquistare la fiducia dei clienti, degli ospiti e degli amici; il menu degustazione della Locanda di Bu ha raggiunto questo risultato e il rapporto di fiducia lo si percepisce fin dal titolo del menu che recita ‘Tonì fa’ tu’. La nutrizione e il benessere sono i concetti attorno a cui si è sviluppato il progetto di Antonio Pisaniello, che si esplicita, oltre che nei piatti, anche negli spazi del locale interamente realizzato secondo i principi della bioarchitettura.

Infine la recente riapertura, insieme ai suoi fratelli, del vecchio ristorante Gastronomo, a Ponteromito suo paese natale, che però ha cambiato nome in Trattovia che vuole significare il valore del turismo enogastronomico come elemento di attrazione e conoscenza approfondita dei luoghi. Lo stesso concetto Antonio lo ha messo nell’associazione Mesàli, un gruppo di ristoratori che hanno scritto il manifesto della transumanza gastronomica in Irpinia, sulle antiche rotte dei pastori.

Tre scommesse vinte, la prossima è sconfiggere quel’atteggiamento troppo conservatore e dimostrare che una parmigiana di melanzane è buona anche se bella da vedere. Nel frattempo Antonio si gode quella sorta di marketing gratuito che gli arriva dalla fama di Nusco, grazie al fatto che ha dato i natali ad uno dei più conosciuti politici della fine del secolo scorso.

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