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“Cucina bolognese, creativa, o di mare che sia, il menu si costruisce in base alla materia prima, e non il contrario”. Ambiente e piatti particolari, per una giovane coppia di cui sentiremo ancora parlare.

A due passi dal centro storico di Bologna, da sei anni c’è un posto che attira e convince sempre più estimatori, a partire dai bolognesi stessi. Il Satyricon, ex Mulino Parisio, è il luogo delle idee frizzanti, promettenti e luminose come i sogni quando si realizzano: l’osteria di Fabrizio Genasi e della moglie Cristina Sarti, coppia giovane ma con una lunga esperienza nel settore alle spalle, nei loro sogni doveva essere un locale tradizionale bolognese, con la cucina affidata ad una signora sessantenne che sapeva il fatto suo, avendo tirato sfoglie per tutta la vita: “L’idea è cambiata o per meglio dire si è evoluta dopo un paio d’anni con l’introduzione di un secondo cuoco, Dario. Con lui abbiamo dato un’impronta diversa alla cucina, introducendo il pesce e piatti meno legati alla città. Oggi con noi c’è Sebastian, che continua questa linea con felici intuizioni” racconta Fabrizio, e quando chiama tutti per nome si sente a pelle l’affiatamento e l’orgoglio di condividere il lavoro, e quindi una bella fetta di vita, con le persone giuste.

La duplice impronta si esplica sulla duplice carta: da una parte il best delle ricette bolognesi codificate, tortellini, tortelloni, passatelli, petroniana con l’osso per capirci, dall’altra “i piatti fatti da noi”, come i tortelloni di zucca con spinaci, erborinato piemontese e prosciutto d’oca affumicato, il filetto di manzo a cascata, la tartare di tonno con gelatina al balsamico, cipolle rosse e composta di mirtilli. Le proposte di pesce, che variano giornalmente in base a quale e quanto pescato è arrivato, sono scritte su una lavagnetta consegnata insieme alla carta: “Sul pesce sono paranoico: per me deve essere preso, cucinato e servito. Se non ce l’ho, non lo vado a prendere al super perché è scritto sul menu: il menu si fa di conseguenza”.

Capito il ragazzo? Anche il locale – che si presta peraltro a presentazioni di libri e a serate con produttori vinicoli – è originale come il suo proprietario: i tavoli di legno sono ricoperti da tappi di sughero isolati da lastre di vetro, su ognuno una candela accesa e un libro diverso, alle pareti opere d’arte e locandine vintage di film, tra cui il Satyricon di Fellini, tratto dall’omonima opera dello scrittore latino Petronio Arbitro.

Alessandra Locatelli

 

 

 

Osteria Satyricon

Via delle Armi 3

Bologna

Tel. 051 444320

www.osteriasatyricon.com

 

Coperti: 40 interni, 20 nel piccolo dehors esterno. Carte di credito: tutte. Ferie: una settimana a Ferragosto e la seconda di gennaio. Chiuso: martedì, sempre a pranzo. Costo medio, bevande escluse: 25-30 euro.

 

 

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