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L’abitudine britannica di portare con sé il vino per la serata in un locale non ha ancora acquistato una propria dignità nel nostro Paese. È vissuta come una richiesta da fare sottovoce e un filo di vergogna dall’avventore, e peggio ancora dal ristoratore che vede il gesto come una mancata vendita dalla sua carta dei vini e si consola, qualora dovesse accordare il permesso, applicando una quota servizio sulla bottiglia domestica.
Non funziona così all’osteria di Michele Alesiani, oste marchigiano di razza, che ha voluto fare, invece, di questa abitudine anglosassone, il sottotitolo del suo Pepenero. Ascoltando i racconti dell’oste sulla sua maniera nuova, quella che avrebbe l’intenzione di salvare una fetta di ristorazione in grande sofferenza, si comprende il doppio effetto: “la ristorazione media è quella più in difficoltà, bisogna fare in modo che la gente continui ad andare fuori a cena. Portare qui, in un paese medievale delle Marche, un’idea così, mi fa pensare a una bella spinta verso il nuovo. O almeno verso il diverso”. È questa infatti l’idea dell’oste, che in questo modo non ha dovuto affrontare l’investimento iniziale di nuova cantina ricca, come piace a lui, così da poter offrire un servizio al cliente senza gonfiare i conti.

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All’Osteria Pepenero si fa così, si arriva con il proprio vino e a tutto il resto pensa Michele. La profonda conoscenza del territorio e degli artigiani gli permette di avere una selezione di materie prime strepitose a comporre il menu. Almeno due primi piatti della tradizione locale e un secondo di carne e il menu si completa. Le verdure degli orti vicini e i dessert da credenza per voler essere più precisi. Intanto la bottiglia non resta al tavolo, e magari ne arriva un’altra, portata da altri clienti e la serata si arricchisce di conoscenze vinicole. Il costo finale è senza sorprese perché si ha sempre la certezza di spendere 25 euro a persona. Il locale è accogliente tanto quanto il suo patron: i pezzi di storia e di esperienza sono affiancati ad opere d’arte contemporanea. Musica bellissima, raffinata di sottofondo e l’atmosfera magica della terrazza esterna per le sere d’estate.

BYOB: bring your own bottle, indicato sul biglietto da visita, proprio sotto la scritta Pepenero, Osteria senza vino, è una sigla che ha già conquistato tanti nuovi sostenitori del bere bene.

Alessia Castelletti

 

Osteria Pepenero
Via Castello
Cupra Marittima Alta (AP)
Tel. 335.6115534

Coperti: 50. Carte di credito: Visa e American Express. Ferie: mai. Chiuso: martedì. Aperto: tutte le sere, a pranzo solo la domenica escluso il periodo estivo. Costo fisso: 25 euro.

 

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