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Milano, la zona è strategica, non lontano dalla Stazione Centrale e a pochi passi da Porta Nuova, dove sta sorgendo il nuovo centro della città. Lì, in viale Monte Santo, da sempre c’è una pasticceria ma, da oggi, è tutta nuova.
Lorenzo Panzera l’ha rilevata e rinnovata. Non è nuovo a questo tipo di attività, infatti, già quattro anni fa era stato uno dei protagonisti della rinascita della Stazione Centrale con l’apertura dell’ampio locale caffetteria ormai divenuto tappa obbligata di viaggiatori e passanti.
Ingegnere, nipote di pasticceri, la vocazione per la ristorazione l’ha sempre avuta. Col nuovo Panzera di viale Monte Santo ha creato un luogo eclettico, unico nel suo genere grazie ad un sapiente mix di tradizione e innovazione sia nell’offerta gastronomica sia nell’organizzazione del laboratorio e nelle tecnologie utilizzate.
Quello che colpisce entrando è la luminosità dell’ambiente che si riflette sul bancone dei dolci, candido, trasparente. Poi ci si accorge che dietro c’è fermento: alle spalle del banco infatti si intravvede il laboratorio e si rimane affascinati. Pian piano, girando lo sguardo, si abbraccia tutto il locale, che non è enorme ma accogliente, con qualche tavolino davanti alla vetrina, con i disegni alla parete di fondo e un tocco di tradizione nel legno antico delle tavole sulla rastrelliera. Ma quello che maggiormente attrae è il banco vetrina dei dolci che Lorenzo Panzera mostra con orgoglio: “Volevo qualcosa di speciale, che fosse bello a vedersi ma soprattutto avesse quelle caratteristiche di conservazione del prodotto necessarie per preservare la qualità e la freschezza”. E a questo punto l’ingegnere che è in lui emerge prepotentemente: “Ho cercato molto e finalmente ho trovato una vetrina refrigerata di produzione francese – ma recentemente l’azienda è stata acquistata da italiani – a refrigerazione statica e temperatura regolabile che risponde ai requisiti tecnologici che desideravo”.
Pasticceria tradizionale, dai mignon alle torte, panettone, qualche proposta salata per l’aperitivo, per la pausa pranzo. Con eleganza, misura e discrezione com’è nello stile della Milano vera, quella che non ama strafare ma apparire si, con stile. Quello stile che si ritrova anche nel laboratorio di Lorenzo Panzera, nelle storiche macchine da laboratorio Artofex, restaurate e adeguate alle vigenti normative, accanto a macchinari moderni e sofisticati.
Insomma, la pasticceria come luogo d’incontro, di piacere, per fare quattro chiacchiere gustando dolcezze, accolti da un pasticcere in doppiopetto che sa come farci sentire a nostro agio: cosa ci può essere di meglio? È la nuova Milano, un po’ antica e un po’ moderna che costruisce il suo futuro.

Marina Caccialanza

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