Meglio prenotare, guida di cronaca gastronomica, si presenta
12 febbraio 2013
La Sardegna fa bene
12 febbraio 2013
image_pdfimage_print

La felicità di capire quello che si vuol fare nella vita. E di riuscirci alla grande, con entusiasmo e un pizzico di follia, dietro ai fornelli di una cucina sarda.

Cosa spinge una psicologa con una brillante carriera davanti a lasciare tutto per diventare cuoca?
“La passione ti fa fare cose impensate. Mia madre mi ha chiesto se fossi diventata pazza, ma sentivo che la mia felicità sarebbe stata in cucina”. Clelia Bandini sa di essere stata fortunata, per due motivi: ha raccolto una di quelle opportunità che nella vita poche volte ritornano, e sa perfettamente dove risiede quel suo personale pezzetto di felicità che tutti ricerchiamo per essere finalmente noi stessi. “Tra i miei mestoli, i miei piatti e le mie ricette”.
Con il marito, Paolo Orrù, apre all’inizio un ristorante pizzeria, ma nel 2011 decidono di fare il salto di qualità, dividendo i due settori e il grande locale e dando la pizzeria in gestione ad altri. “Si cambia, abbiamo detto. Eravamo pronti, volevamo migliorare, curare di più la cucina e il servizio, specializzarci sulla cucina sarda rivedendone i canoni in chiave estetica e formale, senza stravolgerne l’anima.”
Levare il superfluo, insomma, per portare alla luce ciò che c’è di più vero, perché la cucina funziona un po’ come la vita, si può scegliere di restare chiusi in meccanismi e canoni che non somigliano più a ciò che vorremmo essere, solo perché li conosciamo bene, oppure si può rischiare, ricercando l’essenza, il nucleo, l’energia. È quello che ha fatto Clelia, improntando la cucina su scelte coraggiose, non sempre capite dal sardo più puro: la tartare di pecora su cialda di pane carasau e pecorino fondente è un bellissimo esempio, come lo sono i culurgiones, ravioli di pasta di semola ricamati a mano sui lembi e ripieni di pecorino, menta e patate, delle piccole opere d’arte culinaria.
Tutta la pasta, il pane e i dolci sono fatti a Clelia, la carta dei vini è in prevalenza regionale con l’aggiunta di alcuni Prosecchi e Champagne. L’ambiente riflette la cura che la cuoca esprime in cucina: eleganza dove domina il bianco, ad esaltare il mare di Porto Frailis sullo sfondo.
La clientela arriva prevalentemente dalla penisola, coppie di turisti affezionati che ogni anno tornano per vedere cosa ha pensato Clelia. “Si può migliore sempre, con entusiasmo e un pizzico di follia”. Questa è la felicità.

dott. Alessandra Locatelli

 

Ristorante Lucitta
Viale Europa snc, Arbatax – Tortolì (Ogliastra)
tel. 0782 664095
www.ristorantelucitta.com

Coperti: 20 interni, 50 esterni in terrazza. Carte di credito: tutte. Ferie: da ottobre ad aprile. Chiuso: lunedì e martedì a pranzo. Costo medio, bevande escluse: 35 euro la degustazione, 40 euro alla carta.

 

 

 

image_pdfimage_print