Anna Indri Raselli ci racconta la cucina a domicilio e i corsi di Sweet Anna

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sweet-annaQuando si ascolta qualcuno parlare del proprio lavoro, possono succedere almeno tre cose: annoiarsi, chiedersi se la persona che sta parlando creda in quello che dice, farsi coinvolgere davvero: in questo ultimo caso, si può addirittura imparare qualcosa. È quanto ci è successo ascoltando Anna Indri Raselli raccontarci come è cambiata la sua vita da quando ha iniziato a farvi entrare – anche – la pasticceria: vicentina, una laurea in Lettere Antiche con una tesi in Archeologia, un Master in Business Administration, una società di consulenza e una passione per la scrittura, e ora anche insegnante nei corsi e nella cucina a domicilio “SweetAnna” (www.sweetannacakes.blogspot.com, tel. 338 6807177).

Cos’ è successo?
È successo che a un certo punto ho capito che cucinare era un prolungamento di me e la mia vita ha trovato il posto giusto. Ho smesso di farmi domande come «riuscirò, cosa accadrà se, con chi sarò» per cominciare a dirmi «io faccio questo perché sono questo, e ciò che sono non me lo porterà via nessuno».

Come hai iniziato l’avventura di SweetAnna?
Cucinando per le amiche con poco tempo e per mia sorella incinta, a casa loro. «Vieni a cena, noi ci mettiamo la casa e tu cucini» mi dicevano. Le ho prese in parola ed è nato per caso e per gioco un format casalingo di cucina a domicilio! Si è posto allora il problema di imparare di più: ho frequentato dei corsi, mi sono messa a provare, a dosare gli ingredienti, a capirli. Adesso ad esempio sto facendo un bellissimo corso con il pasticcere Alberto Tosato, a Vicenza: lo stimo molto perché sa condividere i trucchi del mestiere.

E poi insegni tu.
Sì, dal 18 maggio, alle persone “normali”, non ai cuochi! A Padova negli spazi del centro parrocchiale di dove si svolgono già corsi di cucina dell’Università, mentre l’11 giugno ci sarà la serata pilota di un corso che terrò in collaborazione con Arclinea (il prestigioso marchio di mobili da cucina che firma, tra l’altro, molte location di Eataly, ndr), nel loro showroom di Vicenza. Sono incontri alla portata di tutti, per chi ha voglia di cucinare creando qualcosa di buono da mangiare insieme e degustando un buon vino. L’idea infatti è anche quella di valorizzare il cibo e il prodotto di cantina attraverso la ricerca di abbinamenti interessanti: per l’11 dovremmo avere i vini di Tenute Tomasella.

Far incontrare realtà e storie per comunicare e conoscere. La cucina oggi lo riesce a fare davvero?
Se fa incontrare persone che credono in quello che fanno, sì. Ad esempio con alcune persone straniere che vivono in Italia e che si occupano di cucina sto creando un network legato all’etnico, ma etnico vera, con le tradizioni, i sapori, gli ingredienti originali, senza parodie. E sto recuperando antiche ricette, attraverso antiquari e conoscenti, come una famiglia tedesca che mi ha fatto conoscere la cucina prussiana.

Cosa si deve fare per partecipare a un tuo corso?
Dire di sì e venire! Il costo di una lezione è di 35 euro, e comprende tutta l’attrezzatura. Nella serata con Arc Linea cucineremo, dalle 19.30 alle 22.30, pizza prosciutto e fichi da spiluccare, bruschette con gelato di pomodoro e burrata, gazpacho di pomodori alle fragole, zuppa fredda di porri e avocado, gamberoni accompagnati da purè di ceci alla menta, fichi al forno ripieni di formaggio di capra e pinoli, crostata con crema e frutta fresca di stagione e infine sorbetto di yogurt.

Per chi volesse seguire il tuo esempio, quali sono i consigli?
Mettere in conto almeno un anno, un anno e mezzo di formazione, più la pratica. In pasticceria deve essere sempre «buona la prima», se si sbaglia si deve buttare tutto: si tratta di ottimizzare e organizzare tempi, costi, dosi e tecniche. Poi si deve creare curiosità, per proporre sapori conosciuti in maniera creativa. E fare la spesa bene: la spesa è tutto, se ho un pane eccezionale e un olio strepitoso è fatta! L’attrezzatura conta ma, ad esempio, io ho la mia Planetaria salvavita e le mani!

Ci si mantiene con questo lavoro?
Mantenersi non significa fare i milioni. Ci si mantiene, se lo si fa con impegno, perché crea molte occasioni. Ma le case sulla sabbia non reggono, ci vogliono precisione, tecnica e pazienza.

Qual è il tuo piatto del passato e quale sarà quello del futuro?
Del passato, gli gnocchi di patate dell’orto con la salsa di pomodoro: è il ricordo più bello della casa, della terra, della famiglia. Il piatto del futuro potrebbe essere un’insalata di frutta e verdura, perché sono convinta che avremo un mondo senza carne. Ma potrebbero essere ancora gli gnocchi…

Parlando con Anna Indri Raselli abbiamo imparato almeno una cosa: cuochi si nasce, perché se quell’istinto ce l’hai già dentro, con la tecnica, l’esperienza e un pizzico di fortuna lo puoi portare in superficie. Ma se non c’è, allora ti resta solo una casa costruita sulla sabbia.

Alessandra Locatelli

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